In Svezia la battaglia contro la deflazione passa per il rinnovo dei contratti di lavoro

In Svezia si teme che senza un aumento sostanzioso dei salari non si riesca a vincere la battaglia contro la deflazione. Ma preoccupa anche la bolla immobiliare.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
In Svezia si teme che senza un aumento sostanzioso dei salari non si riesca a vincere la battaglia contro la deflazione. Ma preoccupa anche la bolla immobiliare.

La Riksbank, la banca centrale svedese e la più antica al mondo, si è unita al coro degli istituti ultra-accomodanti del pianeta, muovendosi nel campo inesplorato dei tassi negativi. Il tutto è finalizzato a ravvivare i prezzi, a scongiurare che il loro calo si traduca in uno scivolamento dell’economia in Svezia verso la deflazione.   APPROFONDISCI – Svezia, la Riksbank replica a Paul Krugman: infondate le accuse di sadomonetarismo   Al momento, la battaglia non sembra vinta. tanto che l’istituto ha varato un suo QE relativamente di piccole dimensioni, mentre l’obiettivo di un’inflazione al 2% resta per ora un miraggio. Per questo, il governatore Stefan Ingves ripone le sue speranze di vincere contro la “low-flation” negli accordi sindacali. Entro il 2016 scadranno 3 milioni di contratti pubblici e privati. Dall’andamento dei negoziati tra le associazioni datoriali e quelle sindacali si capirà la direzione che imboccheranno i salari.   APPROFONDISCI – La Svezia taglia i tassi a -0,25% per indebolire la corona e contro la deflazione   La Confindustria svedese, che raggruppa 60.000 imprese, sostiene che il paese abbia bisogno di una politica di moderazione salariale, dopo anni di crescita vertiginosa delle remunerazioni dei lavoratori dipendenti, malgrado l’assenza di inflazione. Più esplicita la posizione delle 3.700 imprese del settore metalmeccanico, che giustamente fanno notare come il loro obiettivo sia di riacquistare la competitività persa, anziché di aiutare la Riksbank. Ovviamente, i sindacati non possono pensarla così e la maggiore sigla del paese ha fatto appello ad unirsi agli sforzi della banca centrale per raggiungere l’obiettivo dell’inflazione. Le aspettative non sono alte: a marzo Prospera le ha abbassate al +2,1% dal +2,2% di febbraio per gli incrementi salariali a  1 e 2 anni, mentre l’inflazione viene attesa all’1,1% tra 2 anni e all’1,7% tra 5 anni.

Non solo deflazione la paura della Riksbank

Il governo di sinistra del premier Stefan Loefven, che nel settembre scorso ha vinto le elezioni su una linea di attacco alla politica monetaria “restrittiva” della Riksbank, adesso è preoccupato, però, anche del possibile scoppio della bolla immobiliare, tanto che il ministro delle Finanze, Magdalena Andersson, che in campagna elettorale aveva promesso mutui facili anche per disoccupati e redditi bassi, ha espresso dubbi sull’opportunità di percorrere la via dei tassi negativi, temendo un eccessivo surriscaldamento dei prezzi delle case. I dubbi sono gli stessi di Ingves, che non a caso tra il 2010 e il 2012 aveva alzato i tassi per evitare che i prezzi degli immobili, già triplicatisi dal 1995, continuassero a crescere. Ma si è dovuto piegare alle ragioni della convivenza pacifica con il rinnovato Parlamento di Stoccolma, che sembra essere diventato, nel frattempo, meno convinto che alla Svezia serva una politica monetaria così accomodante.   APPROFONDISCI – In Svezia case vendute in un giorno, allarme bolla immobiliare. E il governo ora teme i tassi negativi  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economie Europa, tassi negativi