In Svezia case vendute in un giorno, allarme bolla immobiliare. E il governo ora teme i tassi negativi

Il mercato immobiliare si starebbe surriscaldando eccessivamente in Svezia, tanto che adesso anche il governo si mostra preoccupato.

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Il mercato immobiliare si starebbe surriscaldando eccessivamente in Svezia, tanto che adesso anche il governo si mostra preoccupato.

A Stoccolma, così come in altre zone della Svezia, il proprietario di un immobile non fa in tempo a pubblicare l’annuncio di vendita tramite un’agenzia, che una casa o un appartamento vengono già acquistati da qualcuno. Sembra esattamente l’opposto di quello che negli ultimi anni sta accadendo in Italia, eppure nemmeno nel paese scandinavo c’è grande soddisfazione per questo fenomeno. Un quarto degli appartamenti venduti nell’ultimo anno nella capitale è passato di mano da un proprietario a un altro, prima ancora che un agente avesse il tempo di pubblicizzare l’immobile. La situazione sembra essere sfuggita di mano alle autorità finanziarie e al governo. Non è un caso che la Riksbank, la banca centrale, avesse alzato i tassi tra il 2010 e il 2011, nonostante le critiche della sinistra, allora all’opposizione e oggi al governo. Il governatore Stefan Ingves temeva e teme tutt’oggi lo scoppio della potente bolla immobiliare, che ha fatto triplicare mediamente i prezzi delle case svedesi dal 1995 ad oggi.   APPROFONDISCI – La Fed sotto pressione al Congresso USA. Yellen vuole evitare l’errore sui tassi della Svezia   A gennaio, i prezzi sono aumentati su base annua del 9% secondo una rilevazione pubblica di Svensk Maeklarstatistik. A dicembre, il credito erogato è cresciuto del 6,1% annuo, il ritmo maggiore dall’agosto del 2011.

Tassi negativi e rischio bolla

Ad ottobre, Ingves ha azzerato i tassi, anche per accondiscendere alle richieste del governo, che mira a stimolare i prezzi e l’occupazione. Il risultato non pare abbia avuto ancora effetto sull’inflazione, tanto che a gennaio si è registrato un calo tendenziale dei prezzi dello 0,2% per il sesto mese di fila, mentre le banche tagliano i tassi sui mutui, specie dopo che al board di gennaio, la stessa Riksbank ha portato i tassi in area negativa a -0,1% per la prima volta nei suoi 347 anni di storia.

La politica monetaria molto accomodante starebbe spingendo i tassi a livelli fin troppo bassi, secondo gli analisti, stimolando ancora di più il credito in un paese, dove le famiglie risultano tra le più indebitate al mondo. Le maggiori richieste di mutui stanno spingendo in alto i prezzi e incentivando le compravendite. Per evitare un eccessivo surriscaldamento del mercato immobiliare, l’authority finanziaria ha irrobustito alcune misure micro-prudenziali adottate nel 2010, annunciando un piano per obbligare gli acquirenti ad anticipare la metà del prezzo dell’immobile oggetto della compravendita. 5 anni fa fu fissato il divieto per le banche di finanziare oltre l’85% del valore dell’immobile e sono stati richiesti agli istituti altri accorgimenti patrimoniali.   APPROFONDISCI – La sorpresa dei tassi in Svezia crea timori per la bolla immobiliare. Ingves pronto a un QE più pesante  

Governo intimorito

Sarà che la situazione si è fatta tremendamente seria, dato che il ministro delle Finanze, Magdalena Andersson, ha pubblicamente criticato la decisione di Ingves di introdurre tassi negativi, sostenendo che comporterebbero sempre rischi ignoti. Si tratta dello stesso ministro che un anno fa, in piena campagna elettorale chiese una politica monetaria molto più accomodante, accusando il governatore di avere provocato il più alto tasso di disoccupazione della Scandinavia. Il suo partito, i Social Democratici, arrivò a ipotizzare un’indagine a carico di Ingves per verificare se la sua politica dei tassi fosse stata appropriata. Adesso, però, nonostante le minacce di deflazione non siano cessate, pare assumere rilevanza il pericolo avvertito più grave di uno scoppio della bolla immobiliare. Nordea Bank ha alzato dal 5% al 10% la sua stima di crescita dei prezzi degli immobili per l’anno in corso. Le misure sinora adottate si sono rilevate insufficienti e così tra Riksbank e politica è iniziato un rimpallo delle responsabilità. L’istituto chiede che il governo tagli le agevolazioni fiscali sui mutui, che stimolerebbero il credito. E Michael Wolf, ad di Swedbank, chiede che il paese si doti di infrastrutture più adeguate a un’economia in continua urbanizzazione, concedendo un maggiore numero di permessi per costruire. Quest’ultimo punto è condiviso da Andersson. Di certo, Ingves si mostra molto preoccupato e in un’intervista a Bloomberg nei giorni scorsi ha ribadito che l’indebitamento delle famiglie continuerebbe a crescere troppo.   APPROFONDISCI – La Svezia balla tra la crisi di bilancio e il rischio che scoppi la bolla immobiliare  

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