In sei mesi chiuse 240mila imprese: allarme Confcommercio. Saccomanni esclude una manovra aggiuntiva

Il ministro Saccomanni conferma il deficit 2013 al 2,9% e parla di stabilizzazione del Pil. La situazione economica dell'Italia resta però drammatica

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il ministro Saccomanni conferma il deficit 2013 al 2,9% e parla di stabilizzazione del Pil. La situazione economica dell'Italia resta però drammatica

In audizione alla Commissione Finanze del Senato, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, conferma che quest’anno il rapporto tra deficit e Pil dell’Italia si attesterà al 2,9%, sotto al 3%. Il ministro ha spiegato che l’assenza di tensioni sul lato delle entrate è importante per la tenuta dei conti pubblici, anche se un quadro definitivo lo si avrà con l’autoliquidazione delle imposte. Saccomanni ha, poi, escluso che l’Italia dovrà fare ricorso nei prossimi mesi a una manovra economica aggiuntiva per ripianare i conti pubblici, mentre ha chiarito che ulteriori azioni di sostegno all’economia saranno possibili solo con il reperimento delle risorse apposite.

Infine, il titolare dell’Economia ha parlato di segnali di stabilizzazione in corso, dopo un inizio di anno con il pil in forte contrazione.

Da Brescia, il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, nel corso del congresso nazionale degli ingegneri, ha ribadito che l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione comporterà maggiori investimenti per 16 miliardi. Grazie alla maggiore flessibilità sui conti pubblici, infatti, l’Italia potrà liberare risorse per 7,5-8 miliardi e altrettante ne sarebbero sbloccate dall’Europa con i fondi strutturali. Tuttavia, Zanonato ammette che la crescita potrà aversi solo con un taglio della spesa pubblica, cosa non facile da attuarsi subito.

 

Pagamento debiti pubblica amministrazione: la promessa di Zanonato

Il ministro ha anche ribadito che i debiti della PA saranno ripagati del tutto entro il 2014. Saranno 40 miliardi ad essere sbloccati: 20 da qui alla fine dell’anno (sono state già reperite risorse per la copertura di 15,7 miliardi) e altri 20 nel primo semestre dell’anno prossimo. Numeri, che non coincidono con quelli enunciati dalle categorie imprenditoriali, che ipotizzano un indebitamento verso il mondo delle imprese anche doppio dei 40 miliardi di cui il governo parla.

 

Crisi imprese: i numeri di Confcommercio

E da Roma, dove ha partecipato a un convegno dal titolo “Tasse, le cambiamo?”, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha lanciato un allarme sullo stato di salute dell’economia italiana. Dopo avere invitato tutti nei giorni scorsi a non eccedere nell’ottimismo dalla lettura dei dati macroeconomici di stabilizzazione dai minimi dei mesi precedenti, Sangalli ha parlato di 240 mila imprese che hanno chiuso nei primi sei mesi di quest’anno, auspicando il taglio della pressione fiscale in Italia, “incompatibile con qualsiasi prospettiva di ripresa”. Il numero uno di Confcommercio ha anche indicato in 30 miliardi il costo amministrativo diretto per il pagamento delle tasse da parte delle imprese ogni anno, definendo “un sistema barocco” quello fiscale italiano.

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Argomenti: Crisi economica Italia

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