In Olanda i socialisti cavalcano l’onda dell’Euroscetticismo

Der Spiegel analizza il clima politico dei Paesi Bassi in attesa delle prossime elezioni del 12 Settembre: come la crisi incalza crescono gli euroscettici guidati dai socialisti, mentre il mondo del business vuole salvare l'export e l'euro.

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Der Spiegel analizza il clima politico dei Paesi Bassi in attesa delle prossime elezioni del 12 Settembre: come la crisi incalza crescono gli euroscettici guidati dai socialisti, mentre il mondo del business vuole salvare l'export e l'euro.

Der Spiegel – L’economia olandese è in difficoltà e la disoccupazione è in aumento – nei Paesi Bassi, come in gran parte del resto d’Europa. In vista della prossime elezioni i socialisti stanno cavalcando l’onda dell’euroscetticismo e possono diventare la maggiore forza politica del paese. Emile Roemer, 50 anni, è in piedi davanti alla bandiera del partito socialista olandese. Il logo è costituito da un pomodoro rosso brillante con una stella bianca in alto. Per i socialisti, il pomodoro simboleggia la protesta contro l’attuale situazione nei Paesi Bassi. La piccola stella è un cenno alle radici maoiste di questo partito fermamente di sinistra. Roemer, un uomo imponente, sta facendo quello che fa di solito in questi giorni, di fronte all’immagine del pomodoro: è raggiante e sembra sicuro della vittoria. Secondo i sondaggi, questo ex insegnante di scuola elementare potrebbe diventare il prossimo primo ministro dei Paesi Bassi. Se l’elezione riflettesse la fiducia della gente nei personaggi pubblici, il leader socialista avrebbe già vinto. Gli indici di popolarità lo pongono al terzo posto, subito dopo la Regina Beatrice e un cantante pop, e davanti a tutti gli altri politici. I sondaggi mostrano che i socialisti probabilmente raddoppieranno i seggi e sconfiggeranno il primo ministro Mark Rutte del Partito conservatore-liberale per la Libertà e la Democrazia (VVD). ‘Manco Morto’ Roemer deve questa popolarità al suo scetticismo sull’Europa. “Avere ancora più Europa non è la soluzione alla crisi dell’Europa”, dice. I socialisti sono contro gli obiettivi di austerità della Commissione Europea, secondo i quali entro il prossimo anno i Paesi Bassi dovrebbero ridurre il loro deficit di bilancio al di sotto del 3 per cento del PIL, il massimo previsto dal Trattato di Maastricht. “Dovranno passare sul mio cadavere”, dice Roemer, riferendosi alla possibilità di sanzioni imposte dalla Commissione Europea. E’ anche una provocazione al cancelliere Tedesco, che ha usato un linguaggio simile per esprimere il suo punto di vista sull’introduzione degli eurobonds. Troppo potere è stato messo nelle mani di tecnocrati incontrollabili, sostiene Roemer. “La politica economica che ci vuole dettare Bruxelles è decisamente antisociale.”   Se il 12 settembre Roemer vincerà le elezioni parlamentari, il cancelliere Tedesco Angela Merkel perderà uno dei pochi sostenitori del suo programma di austerità a livello europeo. Gli Olandesi hanno resistito insieme ai Tedeschi quando si trattava di imporre condizioni rigorose a paesi come la Grecia. Ora il leader socialista vuole che gli Olandesi votino un referendum sul fiscal compact, uno dei progetti preferiti dalla Merkel, che ha lo scopo di imporre la disciplina di bilancio ai 25 paesi firmatari. Il governo de L’Aia, caduto nel mese di aprile su un pacchetto di austerità nazionale, non ha ancora ratificato l’accordo.   Una Stella Dorata in Meno Anche il populista di destra Geert Wilders, noto per la sua presa di posizione contro l’Islam, è in lotta contro l’Europa. Egli si oppone all’euro e vuole che il paese si ritiri dall’Unione Europea. Dice addirittura che una delle 12 stelle d’oro dovrà essere rimossa dalla bandiera Europea. Ma sono soprattutto i socialisti che stanno traendo vantaggio dal malcontento del paese. La disoccupazione in Olanda è salita al 6,5 per cento, insolitamente alta per i Paesi Bassi. L’economia è in stagnazione, ora che la profonda crisi del sistema bancario e immobiliare ha privato gli Olandesi del loro solito ottimismo. “Le aziende stanno andando in bancarotta, le banche hanno smesso di concedere prestiti, e la fiducia dei consumatori è più bassa che mai” dice Roemer. Egli vuole arginare la crisi con gli investimenti pubblici, mantenere l’età pensionabile a 65 anni, e in generale fare in modo che il paese cambi il meno possibile. Non diversamente dal Left Party Tedesco, gli ex rivoluzionari si comportano come i nuovi conservatori del paese. Non è un caso che i socialisti abbiano lanciato la loro campagna in un museo a cielo aperto nella città orientale di Arnhem. In linea con il loro programma, i membri del partito non hanno cantato la tradizionale canzone di sinistra “L’Internazionale”, ma un inno rock di nuova composizione. La sinistra e la destra in Olanda stringono i politici centristi tradizionalmente europeisti da entrambi i lati. “E’ come un ferro di cavallo”, dice un alto funzionario dell’Unione Europea, parlando del suo paese d’origine. “Gli estremi arrivano quasi a toccarsi.” Il partito di centro-destra Christian Democratic Appeal (CDA) e il partito Laburista di centro-sinistra sono superati dai populisti di sinistra e di destra. In un paese che, come la Germania, ha particolarmente beneficiato della moneta comune, i campioni dell’euro hanno visto i loro numeri in calo. “Dal 60 al 70 per cento del nostro reddito dipende dalle esportazioni verso gli altri paesi Europei”, dice Mona Keijzer, un importante politico democristiano. Ma sottolinea anche che ogni paese dovrebbe affrontare i suoi problemi, e rifiuta fermamente qualsiasi ulteriore trasferimento di sovranità all’Europa. “Vogliamo essere un paese sovrano”, dice Keijzer. “Siamo Olandesi.” Nessuna Simpatia Tali sentimenti di tono nazionalista non sono graditi al 16 ° piano del World Port Center di Rotterdam. Il direttore generale Hans Smits, un Olandese, nonostante il suo stile britannico gessato, sta in piedi nel suo ufficio davanti a una cartina geografica del mondo, sorvegliando il suo regno. Circa 34.000 navi provenienti da tutto il mondo attraccano al porto ogni anno. Per loro, il porto rappresenta la porta verso l’Europa. E senza eccellenti contatti e collegamenti Europei, il ruolo di Rotterdam come porto più grande d’Europa sarebbe in pericolo, come lo sarebbe la prosperità di questo vecchio paese commerciale. Persone come Smits non hanno simpatia per i politici che non fanno tutto il possibile per salvare l’euro e promuovere la stabilità Europea. Per lui, è tutta una questione di competizione quotidiana tra Europa e Asia. “Al giorno d’oggi le grandi aziende pensano in termini globali quando scelgono dove localizzarsi”, spiega Smits. Egli considera un successo che una fabbrica chimica venga impiantata a Rotterdam e non, come avviene di solito, in Cina. Da tempo ha commercializzato il suo porto a livello internazionale. Circa 700 treni e più di 1.900 chiatte provenienti da diversi paesi, carichi di merci provenienti da o destinati a Asia e Nord America, passano per Rotterdam ogni settimana. La città è collegata ad Anversa attraverso una serie di condotte. Il gestore del porto è il primo a notare se un paese della zona euro è in crisi. “Ci sono meno containers provenienti da oltremare, perché i consumatori Europei sono ansiosi e vogliono risparmiare i loro soldi” dice. Fortunatamente per il suo porto e per l’Europa, le navi che ritornano in Asia sono di solito relativamente cariche, perché i Cinesi continuano instancabilmente a comprare auto e macchine Tedesche, tra le altre cose.   Con una portata annua di 430 milioni di tonnellate di merci, il porto di Rotterdam è più di tre volte più grande del suo maggiore concorrente, il porto di Amburgo. Il loro principale porto ha delle caratteristiche che hanno reso gli Olandesi ancora più prosperi dei Tedeschi: apertura mentale, flessibilità e spirito pionieristico. Un progetto di ridimensionamento della città vecchia di Rotterdam è stato appena completato, per garantire che il porto abbia abbastanza spazio per nuovi pontili e terminali per i prossimi 20 anni. Decisioni Difficili Ma alcuni piani sono già vuoti nel World Port Center, in parte a causa di decisioni finanziarie infelici effettuate quando il denaro era a buon mercato. Molti privati si sono considerevolmente indebitati, sedotti da generose agevolazioni fiscali sotto forma di deduzioni degli interessi ipotecari. “Dopo le elezioni olandesi dovranno essere prese un paio di decisioni difficili”, spiega Smits. Come molti datori di lavoro, vorrebbe una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro. Torna ripetutamente sui problemi di occupare i circa 2.000 posti di lavoro che si rendono disponibili ogni anno. Per il gestore del porto, un governo stabile che inizi immediatamente a lavorare è ancora più importante. Ma questo è un pio desiderio, dato che nei Paesi Bassi spesso ci vogliono mesi prima che i vari partiti si accordino su una coalizione. Circa due anni fa, il primo ministro Rutte, con il suo governo di minoranza, dipendeva dal sostegno del politico di estrema destra Wilders per avere una maggioranza in Parlamento – e la coalizione di governo è poi caduta nel mese di aprile 2012. Smits, come molti altri dirigenti, non sarebbe particolarmente allarmato dall’avere i socialisti al governo. Da uomo pragmatico, non può immaginare che dopo le elezioni i politici del suo paese potrebbero davvero mettere a repentaglio l’euro. Dopo tutto, gli Olandesi vogliono ancora poter vendere in futuro il maggior numero possibile di pomodori al resto d’Europa.   Articolo originale: Socialists Ride Wave of Anti-EU Sentiment

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Argomenti: Crisi Euro

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