In Italia niente crescita anche quest’anno. Gli investitori sottovalutano il rischio politico

I mercati finanziari non sembrano cogliere opportunamente il fattore rischio politico, che nelle ultime settimane risulterebbe in crescita in Italia, a causa delle frizioni interne al governo e al maggiore partito, il PD. I rendimenti dei nostri BTp potrebbero essere eccessivamente bassi, rispetto alla reale condizione dell'economia italiana, in affanno anche nel 2015 per l'FMI.

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Le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sull’economia italiana sono a dir poco negative. Rispetto alle stime di ottobre (+0,8%), l’istituto di Washington calcola in un +0,4% la crescita del pil nel 2015, in accelerazione al +0,8% l’anno prossimo. Si tratta delle stesse previsioni della Banca d’Italia, mentre quelle del governo sono leggermente migliori, +0,6%. Nel frattempo, la crescita in Spagna è vista in miglioramento dello 0,3% al 2%, rispetto alle stime precedenti. La Francia dovrebbe crescere dello 0,9% e la Germania dell’1,3% e l’Eurozona dell’1,2%. Nel mondo, secondo l’FMI, peggio di noi faranno solo il Brasile (+0,3%), i paesi del Commonwealth (-1,4%) e la Russia (-3%).   APPROFONDISCI – Confindustria: niente crescita in Italia nel 2014. Ecco le previsioni cupe  

Crescita debole

Certo, il bicchiere mezzo pieno c’è: dopo tre anni di recessione, vedremo finalmente il segno più. Il punto è che sarà così debole, che il ritorno alla crescita non comporterà né la creazione di nuovi posti di lavoro sufficienti a fare diminuire la disoccupazione, né a fare registrare un miglioramento dei conti pubblici. Come ha dichiarato il direttore generale dell’FMI, Christine Lagarde, l’Italia è afflitta da un “mix tossico” di bassa crescita e bassa inflazione. E il miglioramento atteso dal calo dei prezzi energetici? Non sarà sufficiente a stimolare granché la nostra economia, come aveva avvertito anche l’Istat nelle settimane scorse.   APPROFONDISCI – Crescita economica in Italia? UE e Istat smentiscono Renzi. Consob: ripresa debole   Eppure, i rendimenti dei titoli di stato a 10 anni si attestano all’1,65%, ai minimi storici, soltanto 14 punti base in più di quelli spagnoli, la cui economia mostra un miglioramento indubbiamente visibile, contrariamente al clima ancora recessivo in Italia. E’ l’attesa del QE di Mario Draghi a spingere gli investitori a comprare BoT e BTp, altrimenti ci sarebbe stata una fuga dai nostri bond, visti i dati allarmanti del debito pubblico e il mancato raggiungimento dei target fiscali concordati dal governo con l’Europa.

Ma da venerdì, la realtà potrebbe cambiare per noi. Una volta aperta la scatola della sorpresa della BCE, lo stupore finirà, prevarranno finalmente le analisi sui dati effettivi e non sulle ipotesi. L’entusiasmo potrebbe lasciare spazio alla riflessione e la realtà potrebbe iniziare a prevalere sulla fantasia.

Il caos politico

L’Italia non si presenta al meglio in questo frangente. Mentre ancora ieri il commissario agli Affari monetari, Pièrre Moscovici, dichiarava che sarà richiesta all’Italia una correzione del deficit programmato per l’anno in corso dello 0,25% del pil (4 miliardi di euro), da presentare a Bruxelles entro marzo, non solo non si registrano passi in avanti sul calendario delle riforme – altra richiesta della Commissione per marzo – ma al contrario si nota un peggioramento del clima politico, alla vigilia delle elezioni per la nomina del nuovo capo dello stato.   APPROFONDISCI – La manovra di Renzi è rinviata a marzo. Servono altri 6 miliardi e il clima è torbido La tentazione impossibile di Renzi: sforare il deficit. Padoan: non se ne parla   Il PD del premier Matteo Renzi sembra avviato a una scissione, che sottrarrebbe al governo un manipolo prezioso di parlamentari per la sopravvivenza del governo, specie al Senato. I sondaggi più autorevoli captano un tracollo sia della popolarità di Renzi, sia del suo partito. All’opposizione, anche Forza Italia sembra in disfacimento e questo non aiuta a tradurre qualsiasi accordo sull’elezione del presidente della Repubblica in fatti. I “franchi tiratori” potrebbero essere anche 200, si stima, tra PD e Forza Italia, rendendo improbabile una veloce successione a Giorgio Napolitano.   APPROFONDISCI – Prove di resistenza per il governo Renzi su crisi, Europa e dissenso interno   Più passeranno i giorni e cresceranno le votazioni richieste per la fumata bianca, maggiori saranno le probabilità di un indebolimento del governo Renzi. Tutto questo, mentre la Grecia probabilmente eleggerà Alexis Tsipras quale nuovo premier. Se entro la primavera, poi, la fine della recessione in Italia non sarà avvertibile, non solo il consenso per il governo scivolerà ancora, ma si ipotizzano persino le dimissioni del premier, anche perché a quel punto non avrebbe il sostegno del suo stesso partito, finora garantitogli più per necessità che per convinzione. Tutto questo non si rinviene nello spread e nei rendimenti dei nostri bond, se non marginalmente, ma è un dato – il rischio politico – che prima o poi dovrà essere seriamente scontato o esploderà, quando i fatti si saranno conclamati.   APPROFONDISCI – Si allarga lo spread con la Spagna, i mercati iniziano a scontare una crisi politica? La Grecia spaventa sempre più: boom di rendimenti e spread, ecco cosa ci aspetta  

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