In Italia 4 lavoratori su 10 guadagnano meno di 15 mila euro

Secondo l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale emerge che oltre il 40% dei lavoratori guadagna meno di 15mila euro.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Secondo l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale emerge che oltre il 40% dei lavoratori guadagna meno di 15mila euro.

Di recente l’Inps ha fornito i dati sul reddito annuale dichiarato dai lavoratori in Italia nell’anno 2017. Dal rapporto dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale emerge che oltre il 40 per cento dei lavoratori ha dichiarato un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro. Questi i numeri se presi nel complesso. L’Italia – come accade in Europa – sembra però viaggiare a due velocità differenti. Da un lato ci sono gli uomini, la cui incidenza sul dato dell’Inps è di poco superiore al 30 per cento. Dall’altra parte ci sono le donne, che hanno invece un peso superiore al 50 per cento. Uomini e donne, una differenza salariale che non si scopre di certo oggi o almeno così dovrebbe essere se si ripensa alle mille battaglie culturali – evidentemente vane – compiute in passato dalle lavoratrici a difesa dei loro diritti e della parità di trattamento.

Italia divisa in due

Se da un lato c’è la divisione tra uomini e donne, dall’altra parte si registra l’ennesimo episodio della separazione tra Nord e Sud, che anziché diminuire nel corso degli anni sembra (tra virgolette) aumentare. Ed è così che si arriva ad avere una percentuale pari al 55 per cento dei lavoratori residenti al Sud e nelle isole maggiori (Sicilia e Sardegna) tra quelli che hanno dichiarato un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro netti. Un altro passo indietro rispetto all’unità sponsorizzata ogni anno dalle più alte cariche istituzionali, unità che resta però valida soltanto a parole, senza trovare alcuno sbocco nella vita reale, nell’economia reale, che poi è ciò che conta davvero. Uomini e donne, Nord e Sud, insomma la solita Italia quella dipinta dall’Inps nei dati sul reddito riferiti all’anno 2017. C’è anche un’altra differenza evidenziata dai dati Inps e riguarda gli extracomunitari, anche loro come donne e lavoratori del Sud più indietro rispetto a uomini e lavoratori del Nord.

Il ruolo degli extracomunitari

Come facilmente prevedibile, il ruolo degli extracomunitari nel mondo del lavoro continua a essere marginale. In Italia, nel 2017, il divario tra gli extracomunitari e comunitari dal punto di vista retributivo è pari a quasi il 20 per cento, con il 57 per cento accanto agli extracomunitari e il 38 per cento per quelli comunitari. È inoltre interessante scoprire che gli extracomunitari incidano soltanto in misura dell’1 per cento nella percentuale di chi dichiara redditi superiori ai 40 mila euro, percentuale che cresce fino al 13,9 per cento nella fascia di reddito compresa tra i 5 e 10 mila euro.

Di recente si era parlato di come negli ultimi anni le retribuzioni annuali degli italiani fossero scese rispetto al passato, come sempre si evidenziava la differenza tra Nord e Sud, con le province del Meridione che segnalavano cifre molto più basse rispetto ad alcune province del Nord, tra cui Milano e Bolzano, spesso in pole nelle classifiche sulla qualità della vita e redditi. Importante anche sottolineare i dati Istat sul tasso di disoccupazione e la fascia tra 25 e 49 anni sempre più a rischio tra precari e contratti a termine in cui a regnare è l’incertezza assoluta.

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Argomenti: Disoccupazione, Economia Italia