In Grecia torna lo spettro bancarotta

Drammatico appello di Samaras alla Troika: senza soldi a novembre le casse sono vuote

di Enzo Lecci, pubblicato il
Drammatico appello di Samaras alla Troika: senza soldi a novembre le casse sono vuote

Il premier greco Samaras in un’intervista al giornale Handelsblatt ha dichiaro che senza la nuova tranche di aiuti da parte della Troika la Grecia andrebbe inevitabilmente verso la bancarotta. Secondo Samaras infatti la Grecia avrebbe soldi a sufficienza fino a novembre poi le casse elleniche sarebbero completamente vuote e lo Stato non sarebbe quindi in grado di affrontare alcuna spesa. Uno scenario terribile quindi si potrebbe profilare in Grecia già nei prossimi 30 giorni. La chiave di salvezza per Atene sarebbero gli aiuti attualmente oggetto di discussione con la Troika.  

Default Grecia tra melodrammi e realtà

Non è la prima volta che Atene giungono appelli disperati in merito a una ulteriore involuzione di una situazione che di per se è gravissima. Guarda caso questi appelli a fare presto sembrano essere programmati a orologeria. Ogni qual volta ossia i colloqui tra la la Troika (Bce-Ue-Fmi) e le autorità greche sembrano bloccati, i rappresentati del governo greco lanciano il loro grido di allarme e il loro appello a fare presto. Fatta questa precisazione, la posizione della Grecia resta oggettivamente difficile. Le nuove misure di austerità varate dal governo greco non sembrano convincere più di tanto gli organismi internazionali. Ammonterebbe a 2,5 mld la distanza tra i tagli chiesti della Troika e quelli che Atene è disposta ad effettuare. Proprio per cercare di ammorbidire la posizione dell’Ue, dell’Fmi e della Bce, Samaras si è dichiarato disposto a un nuovo giro di vite sulle pensioni e soprattutto sui sussidi agli agricoltori. Chiaramente però non è solo questo il fronte aperto tra le due parti. Samaras ha infatti sottolineato l’importanza che arrivi un segnale concreto da parte della Bce. La Banca Centrale Europea, ha detto il premier greco, potrebbe diminuire il carico di interessi sul debito greco, rinviare le scadenze o ancora predisporre anche le banche greche un piano di ristrutturazione analogo a quello delle banche spagnole.   Le parole che provengono da Atene sono quindi sempre le solite: fare presto a staccare i nuovi assegni e al tempo stesso dare più margine sui rimborsi, anche perchè la situazione economica della Grecia non sembra permettere altri grandi sacrifici. Con una disoccupazione a livelli altissimi e una recessione che non solo non rallenta ma addirittura si prolunga e si aggrava, le speranze di Atene sono davvero appese a un filo, tutto questo mentre nel paese monta la tensione sociale, tanto che ieri lo stesso Fmi ha lanciato l’allarme sulla necessità di calmare gli animi, evitando di adottare provvedimenti che danneggino i ceti più deboli della popolazione.

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Argomenti: Default Grecia, Economie Europa

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