In Grecia torna il rischio paese. I mercati temono l’instabilità politica e Tsipras

Si allarga lo spread tra i titoli greci e quelli tedeschi, a causa dei timori degli investitori per la possibile instabilità politica di Atene e per la probabile vittoria di Syriza nel caso di elezioni anticipate. Le tensioni potrebbero durare diversi mesi.

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In Grecia si torna a parlare di rischio paese, dopo che i rendimenti dei bond governativi sono schizzati ai massimi da febbraio, nelle scorse sedute. I titoli a 10 anni, che erano arrivati a rendere in estate appena il 5,5%, adesso viaggiano sopra l’8%, anche se notevolmente al di sotto del 9% toccato un paio di settimane fa. Quel che preoccupa è il trend. Si è passati da uno spread di 649 punti base con i Bund decennali tedeschi della seduta dello scorso 22 ottobre ai 677 bp di due giorni fa, fino ad arrivare ai 727 bp di ieri. In un solo giorno, quindi, lo spread tra i titoli ellenici e quelli tedeschi si è impennato di ben 50 punti base, mezzo punto percentuale. Al contempo, la borsa ha perso un terzo del picco raggiunto quest’anno a marzo e anche rispetto ai massimi di un mese fa si attesta a un livello inferiore di quasi un quarto.   APPROFONDISCI – Perché la Grecia torna a fare tremare i mercati e come si muovono i bond sovrani  

Rischio instabilità politica

Gli investitori sono tornati a fuggire da Atene e la cattiva notizia è che questo clima durerà, nel migliore dei casi, altri 4 mesi ancora. A febbraio, infatti, bisogna eleggere il nuovo capo dello stato, per il quale serviranno 180 deputati favorevoli su 300. La maggioranza che sostiene il governo di Antonis Samaras, composta dai conservatori di Nuova Democrazia e dai socialisti del Pasok, può contare su 155 membri, per cui dovrà raggiungere un accordo con un qualche partito di opposizione, in mancanza del quale, il presidente uscente Karolos Papoulias dovrà sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni anticipate. Il punto è proprio questo: se oggi si andasse a votare, quasi certamente vincerebbe Syriza, il cartello della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, che è contrario alle politiche di austerità e alle riforme concertate da Atene con i creditori della Troika (UE, BCe e FMI) e che nelle ultime settimane starebbe minacciando negli incontri con le cancellerie europee l’uscita della Grecia dall’euro, se arriverà al governo.   APPROFONDISCI – Grecia fuori dall’euro? Lo minaccia Syriza se vince le elezioni, così rischia anche l’Italia   Dunque, o Samaras riuscirà a raffazzonare una maggioranza che elegga il nuovo capo dello stato, oppure le elezioni anticipate spalancherebbero le porte a un governo di estrema sinistra anti-Troika.

Ad onor del vero, lo scenario alternativo prevede che quest’agonia duri ancora un anno, visto che la legislatura giunge al termine naturale nella primavera del 2016. E senza un miglioramento palese dell’economia, l’esito del voto non sarebbe granché dissimile nemmeno tra un anno e mezzo.

Il difficile ritorno sui mercati

Samaras e il suo partito puntano proprio sulla crescita e sulla ritrovata autonomia finanziaria del paese, anche se quest’ultima ipotesi risulta indebolita dalle tensioni finanziarie di queste settimane. La Grecia potrebbe sganciarsi dagli aiuti della Troika, tornando a rifinanziarsi sui mercati, ma nel caso in cui si registrassero rendimenti proibitivi per le casse statali, accederebbe a una linea di credito, costituita in via precauzionale dalla stessa Troika e alla quale Atene potrebbe attingere, se nel frattempo si sarà impegnata a rispettare la tabella di marcia del risanamento dei conti pubblici e delle riforme. Per evitare che il paese resti ancora commissariato a lungo, il premier greco ha proposto di utilizzare i soldi rimasti inutilizzati all’interno dei due pacchetti di aiuti da 240 miliardi di euro, inizialmente predisposti per aiutare le banche elleniche. Ma si tratta di spiccioli, che non assicurerebbero alla Grecia quella tutela necessaria per ripararla dalle intemperie imprevedibili dei mercati finanziari. Assisteremo ancora a lungo al ballo dei titoli pubblici greci. E a danzare potrebbero essere, a tratti, anche i nostri BTp.

  APPROFONDISCI – La Grecia non vuole più gli aiuti della Troika, ma è pronta a tornare sui mercati?    

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