In Grecia si avvicina il rischio di elezioni anticipate e monta la paura di uscita dall’euro

La Grecia potrebbe precipitare presto verso elezioni anticipate, che potrebbero essere vinte da Syriza, contraria alle politiche di austerità. I rendimenti e il crollo della Borsa di Atene segnalano la paura tra gli investitori.

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Inizieranno il 17 di questo mese in Grecia le votazioni in Parlamento per eleggere il nuovo capo dello stato, che succederà al presidente Karolos Papoulias. Lo ha annunciato il governo del premier Antonis Samaras, che intende così ridurre il periodo dell’incertezza politica, che sta scuotendo il mercato dei bond e la Borsa di Atene da un paio di mesi. Le votazioni erano previste per febbraio, ma il timore degli investitori che si possa aprire una crisi politica e andare ad elezioni anticipate ha fatto innalzare i rendimenti dei bond ellenici a 10 anni al 7,64%, quando a settembre erano crollati al 5,5%. Da qui, la decisione di Samaras di accelerare i tempi, anche perché sono in corso i colloqui con la Troika (UE, BCE e FMI) per ottenere l’ultima tranche di 7 miliardi di euro del piano di aiuti di 240 miliardi in tutto.   APPROFONDISCI – Grecia e Troika divise da 2,5 miliardi. Samaras scalpita per uscire dal piano di aiuti   La Costituzione di Atene prevede che per eleggere il capo dello stato servano i due terzi dei voti dei deputati, ossia 180 su 300. La maggioranza di governo può contare su 155 deputati, per cui gliene serviranno altri 25 per raggiungere il quorum. Se fallissero tre votazioni di fila, il Parlamento sarebbe sciolto ed entro 30 giorni si dovranno indire nuove elezioni. A quel punto, il rischio altissimo è che a vincere sia Syrizia, il cartello di estrema sinistra, guidato da Alexis Tsipras, contrario al bail-out della Troika e alle politiche di austerità e che è arrivato a minacciare l’uscita della Grecia dall’euro, nel caso l’Europa s’intestardisse a chiedere al popolo greco nuovi sacrifici e maggiori riforme.   APPROFONDISCI – In Grecia torna il rischio paese. I mercati temono l’instabilità politica e Tsipras  

Fine piano aiuti Troika?

Dal canto suo, la Troika torna oggi ad Atene con i suoi funzionari per discutere sull’erogazione dell’ultima fetta degli aiuti, anche se chiede al governo maggiori risparmi per l’anno prossimo, scettica sulla capacità che esso raggiunga il pareggio di bilancio nel 2015.

Samaras rifiuta nuovi tagli alla spesa o nuove imposte, anche perché, al più tardi, in Grecia si voterà nella primavera del 2016. Il premier pretenderebbe anche l’uscita quanto prima della Grecia dal piano di assistenza finanziaria, sulla scia di quanto già fatto quest’anno da Irlanda e Portogallo. In assenza di un accordo a breve, la Troika sarebbe disposta a estendere di altri 2 mesi gli aiuti di questi anni, ma si mostra timorosa che il paese possa ritrovarsi presto senza un ombrello di protezione (“backstop”) per ripararsi da eventuali turbolenze dei mercati finanziari.   APPROFONDISCI – La Grecia è tornata a crescere dopo 6 anni. Incerta l’uscita dagli aiuti della Troika   Lo scenario appare da incubo per gli investitori, tanto che la Borsa di Atene crolla del 6,6% a metà mattinata, segno evidente del nervosismo sui mercati, con riguardo all’ipotesi non più molto remota di una “Grexit”, ossia dell’uscita della Grecia dall’Eurozona. La decisione di Samaras di anticipare i tempi è stata apprezzata dall’Europa, che vede così ridursi il periodo di incertezza, anche se potrebbe tramutarsi in un avvicinamento delle elezioni anticipate e della conseguente vittoria di Syriza, dato in testa da parecchi mesi, secondo tutti i sondaggi. Dei 24 deputati non appartenenti ad alcun gruppo politico, solo alcuni si sono detti pronti a votare per il candidato proposto dal governo. E sempre che la maggioranza resti compatta al 100%, cosa non del tutto probabile.   APPROFONDISCI – L’Italia come la Grecia? Caos politico, rischio nuove elezioni e mercati sfiduciati  

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