In Grecia riapre la borsa, ma i tempi del negoziato potrebbero slittare

Prevista la riapertura della Borsa di Atene, mentre gira voce che il negoziato potrebbe non concludersi entro la prossima settimana. La Grecia rischia ancora il default verso la BCE il prossimo 20 agosto.

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Prevista la riapertura della Borsa di Atene, mentre gira voce che il negoziato potrebbe non concludersi entro la prossima settimana. La Grecia rischia ancora il default verso la BCE il prossimo 20 agosto.

Dovrebbe aprire oggi la Borsa di Atene, chiusa ormai dal 26 giugno scorso. Stando alle nuove disposizioni delle autorità finanziarie elleniche, gli investitori greci potranno acquistare nuove azioni solo con contanti o se dispongono di conti esteri. Regolari saranno, invece, le compravendite per gli investitori stranieri. Sulle contrattazioni pesano, infatti, i controlli sui capitali, introdotti in Grecia alla fine di giugno, quando fu annunciato il referendum sugli aiuti. Sulla base dell’andamento di un fondo ellenico quotato a Wall Street, rimasto acquistabile anche nelle ultime 5 settimane, e che replica l’andamento dei 20 titoli a maggiore capitalizzazione della Borsa di Atene, il mercato azionario ellenico dovrebbe cedere oggi oltre il 17%.

(Aggiornamento: la Borsa di Atene ha aperto con un crollo del 22,9%. I titoli finanziari hanno ceduto il 20% e la National Bank of Greece ben il 30%).

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Nuovo prestito-ponte entro il 20?

Intanto, la rivista Focus scrive che il negoziato tra la Grecia e i creditori pubblici (UE, BCE e FMI) potrebbe subire ritardi. Finora si è ipotizzato che le trattative si concludessero entro il 10 agosto, cosicché il giorno successivo l’Eurogruppo approvasse il nuovo piano degli aiuti ed entro il 20 agosto i parlamenti nazionali, tra cui il Bundestag, dessero il loro benestare. Tra 17 giorni, infatti, scadono titoli di stato ellenici per 3,2 miliardi e che sono nelle mani della BCE. Pertanto, la Grecia dovrebbe ricevere almeno un nuovo prestito-ponte entro quella data per evitare il default. Tuttavia, dalla Germania arriverebbe una frenata al calendario. Perché il piano possa essere approvato da Berlino servirebbe una convocazione straordinaria del Bundestag per metà agosto, che non sembra chiaro se sia allo stato attuale possibile. Nel frattempo, scrive il quotidiano tedesco Handeslblatt, la Grecia chiede 24,36 miliardi come prima tranche del nuovo maxi-piano da 86 miliardi di euro in aiuti, di cui 10 le serviranno per ricapitalizzare subito le banche, 7,16 per ripagare il prestito-ponte ottenuto a luglio e altri 3,2 miliardi per rimborsare i titoli alla BCE.   APPROFONDISCI – Grecia, concluso il primo incontro tra governo e Troika ad Atene. Le distanze restano  

Distanze tra FMI e Germania su ristrutturazione debito Grecia

Il vero rischio, comunque, non sta certo nella convocazione del Bundestag, che se occorre, vi sarà senza dubbio, quanto nelle distanze tra gli stessi creditori.

Se il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, è tornato nelle scorse ore a criticare il collega tedesco Wolfgang Schaeuble, sostenendo che la Grexit doveva essere evitata e che l’euro è irreversibile, è la posizione dell’FMI a impensierire più di tutti. L’istituto con sede a Washington ha ribadito senza esitazione che non parteciperà a un terzo salvataggio della Grecia senza che il debito di quest’ultima sia ristrutturato e in maniera sostanziosa. La Germania si oppone alla cancellazione parziale del debito, ma sarebbe disposta a cedere su un allungamento delle scadenze e un taglio ulteriore dei già infimi tassi di interesse, però, solo successivamente al primo round di misure varate da Atene, in modo da avere garanzie sul percorso delle riforme che il governo Tsipras si è impegnato a intraprendere. Da fonti di Atene, la rinegoziazione del debito viene attesa dopo novembre, ma l’FMI vorrebbe una soluzione più immediata e sarebbe disposto a non sciogliere la sua riserva almeno fino a tutto quest’anno, se non fino alla fine del suo secondo programma di assistenza finanziaria, in scadenza nel marzo del 2016.   APPROFONDISCI – L’FMI non potrà più aiutare la Grecia, ma allora perché partecipa al negoziato?  

La suspense potrà durare anche parecchi mesi

Dunque, la Grecia potrebbe essere costretta a restare in attesa di un terzo bailout ancora per diversi mesi e di volta in volta potrebbe ottenere solamente finanziamenti temporanei, come quello concessole il mese scorso.

Senza il coinvolgimento dell’FMI, infatti, la Germania si tirerebbe indietro. Ma senza un nuovo salvataggio  in tempi stretti, i mercati finanziari potrebbero davvero spazientirsi, mentre la politica ellenica diverrebbe ancora più rovente, risultando indebolita la posizione del premier Alexis Tsipras, che agli occhi del suo partito avrebbe già ceduto fin troppo e a quel punto per non avere certo nemmeno il terzo pacchetto di aiuti. D’altronde, l’ex ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, dimessosi all’indomani del referendum, lo ha detto chiaro e tondo: la Grecia rischia di fare le riforme per scoprire dopo che gli aiuti non ci saranno. E nel fine settimana è tornato alla carica: il piano di luglio è stato concepito per fallire. Schaeuble, spiega, vuole che la Grecia esca dall’euro per imporre la Troika anche a Italia e Francia.   APPROFONDISCI – Grecia, Tsipras avverte Syriza: pronto alle elezioni anticipate, Grexit ancora possibile  

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