Francia, Aubry sfida Hollande e Valls: serve una nuova politica economica

L'ex ministro del Lavoro francese, Martine Aubry, starebbe prendendo le redini dell'opposizione interna al Partito socialista e ha attaccato duramente la politica economica del governo, puntando a un modello più legato alla socialdemocrazia. La donna potrebbe contendere al presidente François Hollande la candidatura per le presidenziali del 2017.

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Se finora i “frondisti” dentro al Partito socialista francese non hanno avuto un volto in cui identificarsi, adesso è rispuntata Martine Aubry, sindaco di Lille, già ex ministro del Lavoro sotto il governo di Lionel Jospin (1997-2002), quando propose e ottenne la famosa e controversa legge sulle 35 ore di lavoro alla settimana. Aubry si era candidata esattamente tre anni fa alle primarie socialiste, in vista delle elezioni presidenziali, ma venne sconfitta dal presidente in carica François Hollande, che allora apparve agli elettori della gauche il viso più presentabile, per quanto il meno entusiasmante, per non intimorire il ceto medio.

Crisi Francia

Ma a distanza di nemmeno 30 mesi dalla storica vittoria dei socialisti alle presidenziali, l’umore degli elettori è nerissimo. La Francia è in stagnazione, la disoccupazione è al di sopra del 10%, il debito pubblico punta al 100% del pil e le tasse crescono, in un paese dove la spesa pubblica assorbe il 56% del pil. Il Partito socialista è al suo minimo storico. Alle elezioni europee di maggio, ha ottenuto meno del 14% dei consensi, mentre il Fronte Nazionale di Marine Le Pen ha trionfato con oltre il 25%, diventando il primo partito francese con un programma contro l’euro e l’austerità. Nonostante Hollande sia al potere da meno di 2 anni e mezzo, è già al suo terzo governo. La nomina di Manuel Valls a primo ministro non ha cambiato il trend elettorale e le sorti dell’economia francese, tanto che ad agosto è esplosa una crisi politica dentro all’esecutivo, culminata con la cacciata dei ministri anti-tedeschi e contrari alla linea dell’austerità, come l’ex responsabile dell’Economia, Arnaud Montebourg. Ma il Valls-bis è sorto su un programma di governo confuso, dato che ha annunciato che non manterrà fede agli impegni sul risanamento dei conti pubblici, scatenando le ire di mezza Europa, avendo la Francia goduto di fin troppe concessioni.   APPROFONDISCI – Francia, il premier Valls alla Germania: basta austerità, attenti a come parlate al Sud Europa Francia, crisi di governo sull’austerità. Hollande è senza linea e Le Pen al 40% tra gli operai  

Le proposte di Madame Aubry

Una quarantina di deputati dell’Assemblea Nazionale, appartenenti al Partito socialista, non ha rinnovato a settembre la fiducia al governo e adesso possono contare sul sostegno esplicito di Aubry, che si è espressa in favore delle loro proposte.

Donna della sinistra più dura, il sindaco di Lille ha attaccato le ricette “neo-liberali” di Hollande-Valls, sostenendo che la gauche dovrebbe riorganizzarsi, per presentarsi in modo credibile alle elezioni del 2017.   APPROFONDISCI – La Francia è sotto pressione. Hollande e Valls sbattono contro le agenzie di rating e la UE La Francia verso una nuova crisi politica? Maggioranza a rischio sul bilancio   Da qui ai prossimi 2 anni, quindi, ha chiesto un cambio di rotta della politica economica, che a suo avviso dovrebbe essere fondata su una social-democrazia, in cui lo stato riconosce il mercato, ma lo orienta e gestisce. Aubry ha proposto un’unica imposta sul reddito, che garantisca il sostegno ai più deboli, l’adozione dei contratti di lavoro di inserimento per creare nell’immediato occupazione per i giovani e incentivi alle imprese mirati solo in favore di chi investe e fa ricerca. L’obiettivo, spiega, è di spostare le regole dalla competizione tra le imprese alla collaborazione tra di loro, a garanzia della tutela del futuro, che dovrà venire prima del profitto. Bisogna passare, ha dichiarato, dalla prospettiva del “volere tutto” a quella del “benessere”. Valls ha risposto ironico alle critiche, affermando che la sinistra si è sempre distinta per l’avere considerato ricchezza la pluralità delle idee. Dal canto suo, Aubry ha smentito di aspirare a Palazzo Matignon, il Palazzo Chigi di Parigi. “Mi candido al dibattito delle idee”, ha affermato. Per ora, certo, tra due anni è molto probabile che contenderà a Hollande la candidatura per le presidenziali. E il 75% dei francesi, stando a un sondaggio pubblicato su Le Parisien, vorrebbe averla in un ruolo nazionale. Per la gauche, i nodi sono arrivati al pettine e non sarà poco traumatico scioglierli: con la Germania o con i Piigs, con l’austerità o contro di essa, per il mercato o per più stato, per più regole o meno regole. Aubry abbiamo capito da che parte starebbe, Hollande no.   APPROFONDISCI – La ripresa dell’Eurozona si ferma e in Francia è crisi: tornano in calo anche i servizi    

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