In Europa frena la recessione ma il terziario scivola ancora

Gli indici Pmi definitivi di maggio ci restituiscono un continente in recessione il cui ritmo di caduta tuttavia rallenta. Crolla il terziario italiano

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Markit Economics ha diffuso gli indici dei direttori d’acquisto (Pmi) di maggio, vero e proprio termometro della congiuntura economica nel breve periodo. I dati definitivi di maggio sembrano piuttosto incoraggianti alla luce della grave crisi economica che investe l’Europa ormai da quasi tre anni. L’ indice Pmi composito dell’Eurozona lo scorso mese si è attestato a 47,7 punti, in crescita rispetto alla precedente rilevazione (46,9 punti) ed in linea con le attese degli analisti. Il dato restando sotto la soglia dei 50 punti indica una stato di contrazione che tuttavia a maggio ha rallentato il suo ritmo di caduta. Nonostante un Pmi composito in rialzo, è negativa l’indicazione dal terziario europeo: il Pmi dei servizi è infatti sceso a 47,2 da 47,5 del dato preliminare deludendo così le stime degli analisti. La tendenza è confermata dall’andamento delle attività nella prima economia dell’area, la Germania. L’ indice Pmi della Germania infatti supera il livello soglia a 50,2 punti, registrando una crescita rispetto ai 49,2 di aprile, ma il Pmi servizi cade a 49,7 punti, in lieve flessione rispetto all’indicazione preliminare (49,8). Per quanto riguarda il nostro Paese, l’ indice Pmi servizi Italia ha deluso le attese. A maggio il dato si è fermato a 46,5 punti, in ribasso di 0,5 punti rispetto alla precedente rilevazione e al di sotto del consensus che prevedeva un indice in crescita a 47,5 punti. Markit Economics ha spiegato che il nostro settore dei servizi  evidenzia una forte diminuzione dei nuovi ordini che ha causato un calo rapido delle attività. Su queste basi rimane elevato il tasso dei tagli occupazionali.

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