In Danimarca si guarda a un rialzo dei tassi, ora la corona è debole

La corona danese risulta adesso indebolita eccessivamente, tanto che si vocifera che la banca centrale potrebbe alzare i tassi. Ma il mercato dei bond è poco liquido.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La corona danese risulta adesso indebolita eccessivamente, tanto che si vocifera che la banca centrale potrebbe alzare i tassi. Ma il mercato dei bond è poco liquido.

Il pericolo della fine del “peg” tra la corona danese e l’euro sembra scongiurato. Se all’indomani dell’annuncio della banca centrale svizzera dell’abbandono della difesa del cambio minimo tra il franco e la moneta unica, la corona si era portata ai massimi a un cambio di 7,4327 contro l’euro, adesso il cambio tra le due valute è salito a 7,4676, al di sopra di quello di riferimento di 7,46038, dopo avere toccato lunedì un apice di 7,4705, segnalando che la valuta danese si aggira ora ai minimi degli ultimi 14 anni.   APPROFONDISCI – In Danimarca la corona scende ai minimi dal 2001, interventi sul cambio sospesi   Il mutamento repentino del trend sarebbe frutto delle misure messe in atto dalla banca centrale, guidata dal governatore Lars Rohde, il quale ha tagliato tra gennaio e febbraio i tassi 4 volte, portando quelli sui depositi delle banche a -0,75%. Il governo ha fatto la sua parte, sospendendo le aste dei bond, in modo da non attirare capitali dall’estero. Solo alla fine di marzo ha accettato le offerte e ha emesso 1,46 miliardi di corone, pari a circa 195 milioni di euro.   APPROFONDISCI – Danimarca, il governo torna a emettere bond con le minori tensioni sulla corona  

Tassi Danimarca presto in rialzo?

Ma la debolezza della corona danese potrebbe essere il riflesso del pagamento dei dividendi delle società, che secondo Sydbank ammonterebbero a circa 91 miliardi di corone, di cui circa la metà in favore di azionisti residenti fuori dalla Danimarca. In sostanza, i fondamentali del mercato valutario non sarebbero mutati. Non si avvertirebbe un calo della domanda di corone, ma semplicemente, in questa fase, ci sarebbe un aumento dell’offerta, perché molti azionisti convertirebbero nella loro valuta i dividendi appena staccati dalle società, indebolendo così il cambio. Comunque sia, il mercato starebbe prezzando un rialzo dei tassi di 25 punti base entro i prossimi 6 mesi, anche se Thomas Thygesen, capo economista di SEB, ritiene che ciò sarebbe improbabile fino a quando i deflussi di capitali non pareggeranno gli afflussi. Di certo, la liquidità sul mercato monetario si è bruscamente abbassata, irritando i detentori dei bond. Tra il governo che ha limitato al minimo le emissioni di titoli di stato e gli investitori rimasti in attesa di verificare gli sviluppi, gli scambi dei titoli sono scarsi, come se nessuno avesse voglia di comprare o vendere, anche perché l’efficacia degli sforzi di Rohde sfugge alle sole dinamiche interne alla Danimarca e dipende molto anche dalle azioni della BCE e dall’esito del negoziato tra la Grecia e i creditori pubblici, che se negativo potrebbe indebolire l’euro e spingere nuovamente al rialzo la corona.   APPROFONDISCI – Danimarca: sulla corona c’è meno pressione, allentate le misure sulle banche    

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Argomenti: cambio minimo, corona danese, Economie Europa