In Danimarca la corona scende ai minimi dal 2001, interventi sul cambio sospesi

La corona danese è scesa ai minimi del 2001 con l'euro, segnalando la fine delle pressioni rialziste. La banca centrale non è quasi intervenuta a marzo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La corona danese è scesa ai minimi del 2001 con l'euro, segnalando la fine delle pressioni rialziste. La banca centrale non è quasi intervenuta a marzo.

La banca centrale danese ha comunicato che nel mese di marzo non è intervenuta a sostegno del “peg” tra la corona e l’euro, segnalando così agli investitori che la pressione sulla valuta scandinava si sarebbe di molto allentata. Le riserve valutarie della Danimarca sono aumentate solamente di 100 milioni di corone, pari a circa 13,5 milioni di euro, a 737,1 miliardi. A dimostrazione che le pressioni rialziste sulla corona sembrano essere scemate c’è il cambio con l’euro a 7,475, il più debole per Copenaghen dal 2001. Lo scorso 15 gennaio, quando la SNB, la banca centrale svizzera, annunciò la fine della difesa del cambio minimo con la moneta unica, la corona si rafforzò fino al record di 7,4327. L’istituto ha come obiettivo la difesa di un cambio attorno a 7,46038 contro l’euro e con un margine massimo di tolleranza del 2,25%, ma che nei fatti è è solo dello 0,5%.   APPROFONDISCI – Danimarca: sulla corona c’è meno pressione, allentate le misure sulle banche   Al fine di allontanare lo spettro di un abbandono obbligato del cambio controllato, condiviso da tutta la politica danese e dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica e del mondo imprenditoriale del paese, il governatore Lars Rohde ha effettuato tra gennaio e febbraio acquisti record di valuta straniera, facendo crescere le riserve al 40% del pil, un dato elevatissimo, per quanto lontano dall’80% toccato in queste settimane dalla Svizzera. Inoltre, ha tagliato 4 volte i tassi in appena 3 settimane, portando quelli sui depositi delle banche al -0,75%.   APPROFONDISCI – Danimarca: si allenta la speculazione sulla corona, ora preoccupa la bolla immobiliare  

Rendimenti bond Danimarca in risalita

Dal canto suo, il governo non ha accettato le richieste per i suoi bond in 3 aste consecutive, respingendo complessivamente 26,6 miliardi di corone, al fine di non consentire un ulteriore afflusso di capitale in Danimarca, che avrebbe ulteriormente messo sotto pressione la corona. Lo scorso 30 marzo, però, il Tesoro è tornato a collocare i bond, segno di non temere più per il “peg”. Che la tensione si sia un pò allentata lo dimostra anche il recupero dei rendimenti dei bond governativi, saliti al -0,49% per i biennali dal -1% di un mese e mezzo fa e allo 0,27% per i decennali, dopo avere toccato un minimo storico intorno allo 0,15%. Battaglia vinta da Rohde, dunque? Presto per dirlo: tra QE e crisi della Grecia, l’euro potrebbe riservare ancora brutte sorprese a Copenaghen, anche se il primo round è andato al governatore.   APPROFONDISCI – Danimarca, il governo torna a emettere bond con le minori tensioni sulla corona  

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Argomenti: cambio minimo, corona danese, Economie Europa, rendimenti bond