Il rallentamento della Cina confermato dagli utili delle imprese

Tonfo ad agosto per gli utili delle imprese in Cina, a causa sia della svalutazione dello yuan che del crollo dei prezzi delle materie prime. Conferma del rallentamento dell'economia.

di , pubblicato il
Tonfo ad agosto per gli utili delle imprese in Cina, a causa sia della svalutazione dello yuan che del crollo dei prezzi delle materie prime. Conferma del rallentamento dell'economia.

Ennesima conferma del rallentamento dell’economia in Cina. Secondo i dati pubblicati oggi dal governo di Pechino, i profitti delle imprese sono diminuiti in agosto dell’8,8% su base annua, il tonfo maggiore dall’inizio delle rilevazioni, che risale al mese di ottobre del 2011 e che si basano sugli utili delle imprese con fatturato di almeno 20 milioni di yuan all’anno (3,1 milioni di dollari) nel “core business”. A provocare il calo hanno concorso principalmente 3 fattori: le oscillazioni dello yuan, la domanda debole e il crollo del mercato azionario di Shanghai. Il settore più esposto è stato quello delle materie prime: gli utili maturati delle società di estrazione del carbone sono precipitati del 64,9% su base annua nei primi 8 mesi dell’anno, del 67,3% per i produttori di petrolio e gas e 51,6% per quelle estrattrici di ferro. In questi casi, oltre che a fattori interni, la crisi è dovuta principalmente al tracollo delle quotazioni sui mercati internazionali ai minimi degli ultimi 13 anni. Ma i costi finanziari ad agosto sono esplosi del 23,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, a causa della volatilità dello yuan. Il mese scorso, la People’s Bank of China (PBoC) ha dato vita alla sua maggiore svalutazione degli ultimi 20 anni.  A luglio, tali costi risultavano tendenzialmente in calo del 3%.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-cina-mandera-in-recessione-leconomia-mondiale-lardita-previsione-di-citigroup/  

Rallentamento economia cinese

Si potrebbe ridimensionare la portata negativa di queste cifre, in considerazione del fatto che un peso determinante lo abbiano le società estrattrici di materie prime, la cui congiuntura dei prezzi è ben nota da mesi in tutto il mondo.  Il problema è che questi numeri giungono dopo diversi altri, tutti nella direzione di suggerire un deciso rallentamento dell’economia cinese, compreso il dato sulla manifattura, ai minimi da 6 anni e mezzo.

Pechino si pone per quest’anno un target di crescita del 7%, che quasi nessuno crede possa essere centrato. Probabilmente, il pil crescerà tra il 6,5% e il 7% e lo stesso potrebbe accadere l’anno prossimo, quando anche formalmente potrebbe essere fissato un obiettivo al di sotto del 7%. Poiché la Cina consuma l’11% del petrolio prodotto nel mondo e rappresenta il 14% dell’economia del pianeta, l’impatto del rallentamento potrebbe avere effetti anche sulle altre economie, in termini di minori esportazioni (verso la Cina) e di una domanda più debole di greggio e altre materie prime, che potrebbe tenere bassi o farne scivolare ulteriormente i prezzi. Non è un caso che le quotazioni del Wti americano sul pre-mercato stiano registrando ora un calo di 54 centesimi a 45,15 dollari e quelle del Brent cedano 51 centesimi a 48,09, pur uscendo da un’ottava positiva.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/la-cina-verso-il-taglio-degli-obiettivi-di-crescita-sotto-il-7-per-il-2016/        

Argomenti: