In Cina calano gli investimenti stranieri ma non quelli tedeschi

La Cina inizia a ridurre il suo appeal poichè il lavoro costa di meno in altri paesi

di Enzo Lecci, pubblicato il
La Cina inizia a ridurre il suo appeal poichè il lavoro costa di meno in altri paesi

La crisi economica globale e il costante spostamento del lavoro dove la manodopera costa meno sono le due ragioni alla base dello storico calo degli investimenti stranieri in Cina nel corso del 2012. Oggi il Ministero del Commercio cinese ha comunicato che nell’ultimo anno gli investimenti diretti stranieri (Fdi) in Cina sono calati del 3,7% rispetto all’anno precedente. Il dato è molto significativo se si considera che si tratta della prima flessione negli ultimi nove anni. Nel solo mese di dicembre gli investimenti stranieri in Cina hanno fatto registrare una flessione del 4,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il dato di dicembre rappresenta il settimo risultato mensile negativo. Quantitativamente gli stranieri hanno investito in Cina qualcosa come 111,7 miliardi di dollari nel corso dell’anno che si appena concluso. La pioggia di danaro ha permesso all’ex Impero Celeste di superare gli Usa nella classifica delle mete più ambite del mercato Fdi. Il calo degli investimenti diretti stranieri è in gran parte imputabile alla flessione dei capitali europei. Secondo i calcoli del ministero del commercio di Pechino l’afflusso di capitali dall’Europa è calato del 3,8% a quota 6,11 miliardi ma non in modo uniforme. Alcune nazioni come la Germania continuano infatti a puntare decisamente su Pechino con un afflusso di capitali in rialzo del 29,5% nel corso del 2012.

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Argomenti: Economie Asia