Mercato immobiliare, segnali di stabilizzazione della domanda

Rallentano le vendite di immobili nel secondo semestre del 2017. Indagine sul mercato delle abitazioni in Italia

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Mirco Galbusera

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Secondo i risultati dell’indagine congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotta dal 26 giugno al 21 luglio 2017 presso 1.300 agenzie immobiliari, nel secondo trimestre del 2017 è diminuita la quota di operatori che segnalano pressioni al ribasso sulle quotazioni immobiliari.

 

 

Nel confronto con la precedente rilevazione il quadro della domanda mostra segnali di stabilizzazione, con riferimento sia al numero di potenziali acquirenti sia ai margini di sconto sul prezzo inizialmente richiesto dal venditore; i tempi di vendita hanno registrato un lieve aumento. I finanziamenti tramite mutui ipotecari hanno continuato a coprire una quota assai ampia delle compravendite, intorno all’80 per cento.

 

 

Anche il rapporto fra prestito e valore dell’immobile è rimasto su valori ciclicamente elevati, superiori al 70 per cento. Nel confronto con il secondo trimestre del 2016 gli operatori hanno formulato attese più favorevoli sulle prospettive del mercato immobiliare nel breve e nel medio termine, sia nel proprio territorio di riferimento sia a livello nazionale.

 

 

Indagine sul mercato delle abitazioni in Italia

 

 

Sono migliorati i giudizi sui prezzi di venditaNel secondo trimestre del 2017 il saldo tra la quota di operatori che segnala una crescita congiunturale dei prezzi di vendita e quella che ne indica una riduzione è rimasto negativo, ma si è contratto (-28,0 punti percentuali, da -31,0 nella rilevazione di aprile). Tale tendenza ha riguardato tutte le aree geografiche, con l’eccezione delle regioni centrali. Restano prevalenti, e si accentuano, i giudizi di stabilità dei prezzi (66,4 per cento nell’intero paese, da 62,8).

 

 

È salita la quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione. La quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione è salita rispetto al sondaggio precedente (all’80,6 per cento dal 76,1); nel confronto con lo stesso trimestre del 2016, che non risente dei fattori stagionali, si riscontra un aumento pari a circa 9 punti percentuali. La quota di agenzie che valutano in aumento i potenziali acquirenti si è ridotta, pur rimanendo marginalmente al di sopra di quella dei giudizi di diminuzione.

 

 

Le giacenze degli incarichi a vendere sono rimaste pressoché invariate. Il saldo fra le agenzie che indicano un aumento delle giacenze di incarichi a vendere e quelle che ne segnalano una diminuzione è rimasto pressoché nullo (0,2 punti percentuali, -0,3 in aprile). Alle indicazioni di riduzione delle giacenze riscontrate nelle regioni del Nord Ovest e del Centro si sono associati segnali di aumento nel Nord Est e nel Mezzogiorno, dove si sono tuttavia attenuati rispetto al trimestre precedente.

Secondo il giudizio degli operatori, le principali cause di cessazione dell’incarico rimangono legate al divario tra prezzi offerti e domandati: la quota di chi segnala che i prezzi richiesti sono ritenuti eccessivamente elevati dai potenziali acquirenti è lievemente salita (al 46,6 per cento) dopo una diminuzione nel trimestre precedente. La ricorrenza di proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi per il venditore si è invece significativamente ridotta (al 34,1 per cento).

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