Immissioni in ruolo 2017-18, caos MIUR: non ci sono cattedre per i vincitori del concorso scuola 2016

Un vero muro del silenzio: il dramma di decine di migliaia di vincitori del concorso scuola 2016 senza cattedra. Anche nelle immissioni in ruolo 2017-18.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Un vero muro del silenzio: il dramma di decine di migliaia di vincitori del concorso scuola 2016 senza cattedra. Anche nelle immissioni in ruolo 2017-18.

Il livello dell’informazione in Italia è bassissimo – e certo non lo diciamo soltanto noi – ma la questione che concerne le immissioni in ruolo 2017-2018 è davvero paradossale. La situazione è particolarmente grottesca, anche perché nessun quotidiano di livello nazionale sta sollevando una questione che ha una grande rilevanza o che, in un paese civile e moderno, dovrebbe avere: nell’anno 2016 è stato bandito un concorso scuola, che ha impegnato decine di migliaia di aspiranti docenti, con un numero di posti messi a bando a partire da ‘calcoli precisi’ e che è stato salutato come una delle grandi vittorie del governo Renzi. Il ritorno alla normalità concorsuale nella scuola e chance di lavoro per decine di migliaia di docenti. Ebbene, si tratta di una narrazione ‘tossica’ che nessun quotidiano rivela: in molte regioni, le immissioni in ruolo per i vincitori del concorso scuola 2016 sono un’utopia.

Qui, Amianto a scuola: 350mila studenti e 50mila insegnanti a rischio, 6mila morti, i dati dell’Osservatorio nazionale amianto.

Alcuni dati allarmanti per le immissioni in ruolo 2017-2018

Affinché la nostra denuncia non resti soltanto un pour-parler, ecco qualche dato concreto. Prendiamo, ad esempio, la regione Campania (ma la situazione è molto simile nella maggior parte delle regioni del Meridione d’Italia):

  • Classe di concorso AB25 (inglese in scuole secondarie di primo grado): 2 immissioni in ruolo nel 2016 e circa una ventina per quest’anno su circa 200 vincitori
  • Ambito disciplinare AD04 (Lettere per scuole secondarie di primo e secondo grado): 924 vincitori, 91 immessi in ruolo nel 2016 e poco in più nel 2017 – scomparse circa 700 cattedre
  • Ambito disciplinare AD01: 113 posti banditi, nessuna immissione in ruolo nel 2016
  • Classe di concorso A019 (Filosofia e Storia): circa 70 vincitori, nessuno assunto nel 2016

Semplificando al massimo, in metà delle regioni di Italia soltanto il 20% di coloro che hanno vinto il concorso scuola 2016 riuscirà a raggiungere l’immissione in ruolo ‘meritata’ e ‘sudata’. Si consideri anche la durata di validità delle graduatorie di merito che dovrebbe essere di tre anni: quali garanzie ci sono per un’effettiva assunzione? O i vincitori dovranno partecipare ad altri concorsi, come quello che si intende già bandire nel 2018?

Approfondimento critico – La scuola ha ancora senso? Il 65% dei bambini farà un lavoro che ancora non esiste: una riflessione sul ‘futuro’.

Conflitto MIUR-USR: una vergogna tutta italiana sulle immissioni in ruolo 2017-18

E la stampa non ne parla: nonostante la scuola venga sempre considerata, dal punto di vista meramente retorico, il luogo decisivo per la crescita democratica e umana dell’Italia, i grandi media, di destra e di sinistra, poco se ne importano. La vergogna consiste anche nel fatto che la politica non prende le adeguate contromisure: errare è umano (se di errore si è trattato, e non di propaganda), ma perché non correre comunque ai rimedi?

Si segnala inoltre un’altra situazione decisamente offensiva per la classe docente del futuro: alle richieste di spiegazioni al MIUR, da parte dei diretti interessati, le risposte sono sempre ‘positive’, che non bisogna temere, che i posti usciranno, che il diritto all’assunzione è sancito e così via; quando, però, ci si reca negli USR, gli stessi Direttori Generali sottolineano che si tratta soltanto di ‘menzogne’, che i posti non ci sono per tutti, e che usciranno soltanto nel corso di un numero molto più elevato di anni. Che dire più? Benvenuti in Italia: il paese che umilia la sua futura classe docente, che non ha una stampa capace di mettere in difficoltà i governi soprattutto quando si travestono da ‘sinistra’, che non ha una classe dirigente degna di essere chiamata in questo modo.

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Argomenti: Politica, Scuola

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