Immigrazione, Di Maio contro Ong: chi ci guadagna? Ecco le cifre

Saviano contro Di Maio sul tema della Ong attive nell'immigrazione: chi ci guadagna veramente?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Saviano contro Di Maio sul tema della Ong attive nell'immigrazione: chi ci guadagna veramente?

E’ uscito proprio da qualche giorno il report della Fondazione Ismu (Iniziativa Studi Multietnicità) sui dati relativi all’immigrazione: numeri e costi. Si può parlare di business della disperazione? E se si: chi ci guadagna?

Partiamo quindi dai dati, aldilà di ogni condizionamento politico o dal rischio di accuse di razzismo:

Nel 2017 dei circa 30mila migranti giunti in Europa via mare attraverso il Mediterraneo, sono stati 24mila quelli sbarcati in Italia, di cui 2.293 minori non accompagnati. Nei primi tre mesi del 2017 il flusso verso l’Italia è dunque aumentato del 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel solo mese di marzo gli arrivi sono stati oltre 10mila, contro i 4mila sbarcati in Grecia e i 1500 in Spagna.

In quest’ottica si inserisce anche la nuova legge del governo Gentiloni sul divieto di rimpatrio dei minori.

Di Maio contro le Ong, botta e risposta con Saviano

E proprio sul business dell’immigrazione si fonda la polemica nata tra Saviano e Di Maio dopo le dichiarazioni di quest’ultimo. Il vicepresidente della Camera ha infatti posto l’accento sulle accuse scaturite dal rapporto Frontex e dalla magistratura: “le Ong trasportano criminali?”. Riferendosi allo scrittore che è subito intervenuto ha poi aggiunto: “A chi dice che in questo momento è inopportuno attaccarle», dice, riferendosi poi direttamente all’autore Roberto Saviano, «dico che fanno parte di quella schiera di ipocriti che ha sempre finto di non vedere il business dell’immigrazione”.

Dura la replica di Saviano che, dalla sua bacheca Facebook, accusa Di Maio di cercare il consenso di “tutti quelli che i migranti li vorrebbero morti in fondo al mare”. A sua volta Di Maio ha replicato tramite il blog di Beppe Grillo: Di Maio ha controreplicato sul blog di Grillo: “Saviano parla per sentito dire. Affronta il tema dei migranti come se fosse una sceneggiatura per una serie di successo, non per quello che è, ossia un problema serio che costa migliaia di vite umane ogni anno. Ci sono alcuni dati che non possono essere ignorati se vogliamo parlare con cognizione di causa della questione». «1) Definire taxi le imbarcazioni delle Ong non è un mio copyright. Prima di me, e a ragione, lo ha detto l’agenzia dell’Ue Frontex nel suo rapporto `Risk analysis 2017´. Saviano questo lo ignora e parla a vanvera – prosegue l’esponente del M5S e vicepresidente della Camera -. 2) Saviano ignora anche che sempre Frontex ha affermato, dati alla mano, che `proprio il sovraffollamento sui barconi sta provocando più decessi´ e che `i trafficanti, aspettandosi di trovare navi che salvino i migranti più vicine, forniscono poca acqua e scarsissimo cibo e carburante´. Quindi le Ong, che Saviano difende senza sapere neppure di cosa parla, stanno causando più confusione e più morti in mare. 3) Le Ong non hanno ridotto il numero di morti in mare”.

Più composta la reazione delle Oorganizzazioni coinvolte, che ovviamente difeso il proprio operato. Aurelie Ponthieu, di Medici senza frontiere ha spiegato: “il nostro lavoro è quello di trovare barche in condizioni di difficoltà. Le troviamo il prima possibile. Questa è una risposta ai bisogni che osserviamo in mare”.

Immigrati in mare: la Procura indaga

L’inchiesta della Procura di Catania ha ad oggetto gli interventi in mare per soccorrere migranti da parte di Ong nel Canale di Sicilia. Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha spiegato che, “insieme a Frontex e alla Marina militare stiamo cercando di monitorare queste Ong che hanno dimostrato di avere una grande disponibilità finanziaria”.

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Argomenti: Inchieste Politiche, Politica