Il Venezuela vende l’oro per pagare i debiti, il bolivar crolla a un nuovo cambio record

Il Venezuela è in trattativa per vendere l'oro alle banche USA, in modo da onorare le prossime scadenze. Intanto, il bolivar crolla ancora al mercato nero.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Venezuela è in trattativa per vendere l'oro alle banche USA, in modo da onorare le prossime scadenze. Intanto, il bolivar crolla ancora al mercato nero.

Il Venezuela è in trattative con le banche di Wall Street per vendere loro 1,4 milioni di once di oro in cambio di 1,5 miliardi di dollari. Lo ha comunicato una fonte della banca centrale di Caracas, anche se per ora non è arrivata una conferma ufficiale della realizzazione dell’operazione. Un’altra fonte, legata al ministero delle Finanze, si è limitata a comunicare che le trattative sarebbero in corso e che l’operazione dovrebbe concludersi entro aprile. Stando alle indiscrezioni, il governo di Nicolas Maduro venderebbe 1,4 milioni di once delle riserve della banca centrale, riservandosi il diritto di riacquistarle tra 4 anni. Stando ai prezzi attuali, l’oro sarebbe venduto, quindi, a sconto del 7% rispetto alle quotazioni sul mercato, dato che la cessione avverrebbe a 1.070 dollari l’oncia.   APPROFONDISCI – Il Venezuela è davvero a rischio default nel 2015? Il bolivar collassa ancora   Già nel 2013, la banca centrale di Caracas aveva ricevuto un’offerta simile, ma l’istituto allora smentì che essa fosse stata accettata. La monetizzazione dell’oro a riserva è la spia di una grave crisi finanziaria del paese, che questo mese dovrà affrontare una scadenza da un miliardo di dollari per il rimborso di un bond, mentre il mese prossimo dovrà versare agli obbligazionisti altri 700 milioni per le cedole. Di soldi in cassa il Venezuela non ne ha. Il deficit sarebbe almeno al 16% del pil, mentre i dollari in entrata si sono dimezzati in appena 10 mesi, a seguito del crollo delle quotazioni del petrolio, che rappresenta il 95% delle esportazioni del paese.

Alto rischio default Venezuela

Che nel breve la cessione di oro serva a rimpinguare le vuote casse statali potrebbe essere visto come un bene, ma resta il fatto che il metallo e la raffineria Citgo, controllata dallo stato, sono i due soli assets di cui gli investitori potrebbero disporre nel caso di un probabilissimo default. Le riserve ammontano solamente a 22 miliardi di dollari e sono largamente insufficienti a coprire il fabbisogno finanziario di Caracas.   APPROFONDISCI – Venezuela, un altro indizio del rischio default: Citgo s’indebita per salvare la controllante statale   I dollari sono diventati così rari che al mercato nero ci vogliono oggi 276,50 bolivar per acquistare un biglietto verde, il nuovo record negativo toccato dalla valuta venezuelana, che al cambio fisso ufficiale è ancorata al dollaro a un tasso fuori dalla realtà di 6,3. A febbraio, il governo ha introdotto un quarto cambio, il Simadi (Sistema Marginale di Divisa), che avrebbe dovuto, nelle intenzioni, far affluire nuovi dollari, grazie a un libero scambio di valuta, pur con limitazioni. Tuttavia, il Simadi non ha intaccato il mercato nero, che al contrario ha visto esplodere la domanda di dollari. Sulla piattaforma ufficiale gestita dal governo, il cambio è di circa 183 bolivar per un dollaro, ma si apprende che da domani dovrebbero essere rimosse diverse restrizioni, cosa che potrebbe avvicinare il Simadi ai valori del mercato nero, scalfendolo. Ma gli insuccessi sinora ottenuti non lasciano ben sperare.   APPROFONDISCI – Allarme Venezuela tra crisi, crollo del bolivar e voci di colpo di stato

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Altre economie, rischio default