Il Venezuela svaluta il bolivar del 96% col nuovo cambio Simadi. Ma sta funzionando?

Il nuovo sistema di cambio, il Simadi, ha permesso al bolivar di svalutarsi sul mercato del 96% rispetto al cambio ufficiale di 6,3 contro il dollaro. Tuttavia, resterebbe insufficiente a fronteggiare la domanda.

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Il nuovo sistema di cambio, il Simadi, ha permesso al bolivar di svalutarsi sul mercato del 96% rispetto al cambio ufficiale di 6,3 contro il dollaro. Tuttavia, resterebbe insufficiente a fronteggiare la domanda.

Da giovedì scorso, il Venezuela ha introdotto un nuovo sistema di cambio, chiamato Simadi, che si affianca a quello fisso ufficiale di 6,3 bolivar per un dollaro e al Sicad. Quest’ultimo, a sua volta, sostituisce le aste Sicad I e Sicad II, con le quali la Banca Centrale Venezuelana distribuiva dollari alle imprese importatrici di beni primari a un tasso di cambio intorno a 11-12 e di circa 50 per i beni secondari. Se il Sicad potrà esitare un tasso di cambio compreso nel range 12-50, quello sul Simadi è del tutto libero, come ha fatto presente il governatore Nelson Merentes, il quale ha chiarito che si tratta di un cambio affidato alle forze del mercato, dove si potranno scambiare bolivar contro dollari al tasso che vi si formerà. Ebbene, nel primo giorno di contrattazioni, il Simadi ha esitato un cambio medio di 170 bolivar per un dollaro, mostrando una svalutazione del 69% rispetto a quello delle ex Sicad II, che si attestava a 52. Nelle sedute successive, il cambio è scivolato ancora a quasi 175, il 96% in meno rispetto al cambio ufficiale.   APPROFONDISCI – In Venezuela debutta oggi il nuovo mercato forex del bolivar, ma c’è scetticismo  

Simadi insufficiente, ma positivo

Il direttore di Econometrica, l’economista Henkel Garcia, fortemente critico verso il governo di Caracas e il presidente Nicolas Maduro, ha ammesso di essere rimasto molto sorpreso dal nuovo cambio, perché si è portato vicino a quello vigente sul mercato nero, dove al momento un dollaro viene scambiato contro 187 bolivar. In sostanza, il Simadi sarebbe stato realmente lasciato al libero mercato, il governo non sarebbe intervenuto ad aggiustare il rapporto tra le valute, nonostante le contrattazioni avvengano su una piattaforma statale gestita proprio dall’esecutivo. Il punto è che il Simadi non sembra ad oggi avere scalfito il mercato nero, dove il tasso di cambio è rimasto sostanzialmente uguale a quello dei giorni precedenti all’esordio della nuova piattaforma. Ciò suggerirebbe, quindi, che la libera fluttuazione consentita dal governo funzionerebbe, ma sarebbe ancora largamente insufficiente a provvedere alle necessità del mercato.   APPROFONDISCI – Il Venezuela liberalizza il cambio del bolivar: attesa una svalutazione del 95%   In effetti, per ammissione dello stesso Maduro, il Simadi regola le transazioni relative solamente al 5% delle richieste del mercato. Troppo poco per un’economia, dove la scarsità di beni è diffusa principalmente per l’assenza di dollari con cui importare prodotti dall’estero. Tuttavia, un primo passo significativo è stato compiuto e potrebbe servire a smaltire grossa parte del debito che il governo ha nei confronti di molte società private, alle quali è stato impedito nei fatti sino ad oggi di convertire in dollari i ricavi prodotti nel paese in bolivar. Parliamo di diverse imprese straniere, di cui numerose compagnie aeree. Tale indebitamento è pari a 23 miliardi di dollari, almeno stando al cambio ufficiale. Il problema è che adesso potranno sì convertire il fatturato in dollari, ma accettando un’evaporazione del 95% almeno dei ricavi.   APPROFONDISCI – In Venezuela, la crisi del bolivar colpisce i voli delle compagnie aeree   Il Simadi non è ancora accessibile a tutti e illimitatamente.

Dal 26 potranno scambiare valuta anche le agenzie di cambio, ma resta il limite di 3.000 dollari all’anno per fare viaggi all’estero e di 300 dollari per gli acquisti online.

Inflazione Venezuela

Di certo, però, consentirà l’importazione di maggiori beni, seppur a un costo doppio rispetto a quello attuale. Tutto ciò si ripercuoterà sull’inflazione, già al 64%, facendo esplodere ancora di più i prezzi. Infine, gli analisti concorderebbero nel ritenere che Maduro dovrebbe rimuovere il controllo amministrativo dei prezzi per incoraggiare la produzione interna e dovrebbe tagliare il deficit statale, che nel 2014 sarebbe schizzato al 19% del pil (il più alto al mondo), stando alla stima media di 60 analisti. L’inflazione stellare sarebbe frutto proprio della bassa offerta di beni e servizi, conseguenza dei prezzi imposti dal governo, oltre che delle stamperie della banca centrale, che deve finanziare un “buco” dei conti fuori controllo. Il Simadi è solo un timidissimo passo verso la direzione giusta.   APPROFONDISCI – Il Venezuela rischia un’inflazione al 1.000% per BofA. Maduro annuncia novità sul bolivar    

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