Il Venezuela studia la fine del cambio fisso. Maduro: default solo se serve all’economia

Il Venezuela si accingerebbe ad abbandonare il cambio fisso dopo Natale, rischiando di rimanere a secco con le riserve. Si studiano tre tipi di sistemi.

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L’agenzia di rating Fitch ha declassato ieri sera il debito sovrano del Venezuela di tre livelli a CCC, portandolo a 8 gradini al di sotto del livello “investment grade”. Secondo l’istituto, c’è la reale probabilità che nei prossimi mesi vi sia un altro “downgrade”. A preoccupare Fitch c’è l’esiguità delle riserve delle banca centrale, pari a 21,4 miliardi di dollari, considerate insufficienti per assicurare la solvibilità del debito in scadenza nei prossimi trimestri e a fronte della quale non si avverte una capacità del governo di Caracas di reagire velocemente e in modo appropriato, quando il prezzo del petrolio è crollato del 40% in appena sei mesi. S&P ha declassato a CCC+ il debito venezuelano, lo scorso 16 settembre. Per Moody’s, il rating è Caa1.   APPROFONDISCI – Venezuela, Fitch taglia il rating a CCC   I mercati prezzano al 91% il rischio di default entro i prossimi cinque anni. I rendimenti dei titoli con scadenza 2027 si sono impennati e il prezzo dei bond è crollato ormai a 36,285, registrando un -49% da giugno. I bond 2017 della compagnia petrolifera statale PDVSA prezzano, invece, 54,7. Il paese deve pagare a marzo un debito in euro per 1,3 miliardi di dollari e nel 2015 dovrà rimborsare scadenze internazionali per 3,1 miliardi. Altri 6 miliardi sono i pagamenti dovuti l’anno prossimo da PDVSA, assimilati a tutti gli effetti al debito sovrano.

Maduro ipotizza default Venezuela

Il presidente Nicolas Maduro continua a negare che il paese abbia in mente il default e ribadisce che onorerà, come sempre, tutte le scadenze. Tuttavia, nell’ultima intervista ha aggiunto sibillino che il default sarebbe preso in considerazione solo se servisse a far crescere l’economia. In sostanza, il governo stesse ammetterebbe l’ipotesi che ciò accada. Nei giorni scorsi, Maduro ha dichiarato di non intravedere alcuna ragione per svalutare il bolivar e per tagliare i sussidi alla popolazione.   APPROFONDISCI – Venezuela, Maduro conferma sussidi e cambio fisso. Citgo sequestrabile col default?   Il petrolio rappresenta il 95% delle esportazioni del Venezuela, che a differenza della Russia, non sta potendo beneficiare del crollo della valuta locale, cosa che compenserebbe il tonfo delle quotazioni del greggio. Al contrario, il cambio è fissato ufficialmente a 6,3 bolivar per ogni dollaro, mentre al mercato nero il rapporto è di 177 contro un dollaro. Diversi analisti prevedono che il presidente disporrà una qualche forma di svalutazione, dopo Natale, al fine di rafforzare le riserve valutarie, che rischiano di scendere a livelli eccessivamente esigui e non tali da assicurare l’operatività delle transazioni con l’estero e il pagamento del debito in scadenza. Stone Harbor ritiene anche che vi sarà nelle prossime settimane un taglio dei prestiti a bassissimo costo (1%) che il Venezuela eroga ai paesi alleati, all’interno del piano Petrocaribe.   APPROFONDISCI – Il disgelo tra Cuba e USA ha una causa ben precisa: la crisi del Venezuela  

Svalutazione bolivar vicina

E il deputato Ricardo Sanguino, presidente della Commissione permanente delle Finanze del Parlamento di Caracas, ha cercato nelle scorse ore di rassicurare sul fatto che il governo non avrebbe alcuna posizione rigida sul cambio valutario.

Il sistema dei quattro cambi (quello ufficiale, il Sicad I, il Sicad II e il mercato nero), ha spiegato, dovrebbe essere razionalizzato e sostituito con un sistema, che potrebbe prevedere l’accorpamento in un unico tasso di cambio, l’oscillazione controllata sul mercato o la libera fluttuazione del bolivar. Quindi, il governo starebbe prendendo in considerazione tre ipotesi: di accorpare i tassi di cambio delle aste Sicad, oggi rispettivamente di 11 e 50 bolivar per dollaro, con il cambio ufficiale (6,3), creando un nuovo tasso, possibilmente mediano tra i tre; abbandonare il cambio fisso, ma prevedere un sistema di banda di oscillazione quotidiana o fisso, rispetto a un tasso di riferimento; liberalizzare del tutto il cambio del bolivar, permettendo ad esso di fluttuare senza limiti sul mercato.
  APPROFONDISCI – Allarme rosso in Venezuela, guardiamo i numeri della tragica crisi in arrivo Default in Venezuela probabile al 94%. I bond crollano e il bolivar parallelo collassa    

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