Il Venezuela sprofonda nell’iperinflazione e oggi è arrivata una pessima notizia

Il Venezuela starebbe sprofondando nell'iperinflazione, come dimostra il cambio al mercato nero. L'accordo dell'Iran di oggi non aiuta il paese.

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Il Venezuela starebbe sprofondando nell'iperinflazione, come dimostra il cambio al mercato nero. L'accordo dell'Iran di oggi non aiuta il paese.

L’economista Alexander Guerrero non ha esitazioni ad affermare che dopo la Grecia, il paese maggiormente a rischio default è il Venezuela, verso cui gli investitori prezzano una probabilità di bancarotta nel medio termine dell’85%. Nemmeno i prestiti plurimiliardari dalla Cina starebbero avendo alcun effetto sulla disponibilità di dollari nel paese, dato che si tratta di anticipi in cambio di petrolio negli anni. Le riserve valutarie sono scese a 16,25 miliardi di dollari, mai così basse negli ultimi 12 anni. Nel frattempo, al mercato nero un dollaro viene scambiato contro 630 bolivar, quando un anno fa ne servivano ancora poco più di 70 e al cambio ufficiale si ha un rapporto di 6,3. Preoccupa la velocità con la quale la divisa locale sta perdendo valore contro il biglietto verde, più che dimezzandosi in meno di 2 mesi.   APPROFONDISCI – Venezuela in una “spirale di morte”: crollano le riserve e il bolivar cola a picco  

La spirale iper-inflazionistica

Secondo Guerrero, nonostante i libri di economia ufficialmente qualifichino l’iperinflazione come l’aumento dei prezzi su base mensile del 50%, ormai anche il Venezuela sarebbe entrata in questa spirale e spiega come nessuno voglia più detenere bolivar, sapendo che questi perderanno valore tra qualche settimana o qualche mese al massimo, non riuscendo più a comprare la stessa quantità di beni. Da qui, la corsa ad acquistare merci e dollari, questi ultimi in funzione di tutela dei risparmi. Dunque, alla base di questa gravissima crisi valutaria, conferma anche Guerrero, ci sarebbe una definitiva perdita di fiducia dei venezuelani verso la loro moneta, che la banca centrale ormai emette a un ritmo crescente e tale da raddoppiarne l’offerta in 8 mesi. E stando alle previsioni dell’economista, non ci sarebbe speranza che il presidente Nicolas Maduro possa alleviare le sofferenze dei cittadini, aumentando la disponibilità di dollari prima delle elezioni politiche di inizio dicembre, semplicemente perché le riserve dimostrano che di dollari in circolazione non ve ne sono.   APPROFONDISCI – Il Venezuela verso l’iperinflazione e un iPhone 6 costa quasi 48 mila dollari  

Pil Venezuela in caduta libera

Pessimismo sul futuro dell’economia venezuelana, che stando all’FMI sarebbe quest’anno in recessione profonda, con il pil in crollo dell’8%.

Guerrero ritiene che esso potrebbe restare negativo persino per i prossimi 11-12 anni. Sarebbe proprio la spirale classica dell’iperinflazione, con prezzi in continuo aumento e pil in calo, mentre il bolivar non smette di perdere valore contro il dollaro. E, infine, una chicca: i prezzi stanno salendo così vertiginosamente che servono quantità sempre più eclatanti di bolivar per anche semplici acquisti. Ma per stampare una banconota da 100,  afferma Guerrero, il costo supera il ricavo, per cui i falsari dovranno tenersi alla larga da questo business. Peccato che ci sia poco da ridere, specie oggi, che è arrivato l’atteso accordo tra Iran e le altre potenze nucleari, che eliminerà le sanzioni contro le esportazioni di Teheran, la quale potrà tornare a produrre petrolio a pieno regime. Il Venezuela vanta le più grosse riserve petrolifere del pianeta, ma dipende da questa materia prima per il 96-97% delle esportazioni. A differenza della Russia, che ha compensato il crollo delle quotazioni con il deprezzamento del rublo, il cambio fisso qui non consente al paese di stabilizzare il calo delle entrate di dollari, per cui un prezzo del greggio più basso (in dollari) si traduce inevitabilmente in un minore accesso di valuta straniera. E non può che peggiorare la crisi del bolivar.   APPROFONDISCI – Il Venezuela ritira altri 1,5 miliardi dall’FMI e il bolivar crolla all’1% del cambio ufficiale    

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