Il Venezuela si avvicina sempre più al collasso, ma allora perché i bond migliorano?

Nonostante l'economia in Venezuela segnali di avvicinarsi a un tracollo inevitabile, i bond sovrani rendono la metà rispetto a fine agosto, pur a livelli esorbitanti. Cosa succede?

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Nonostante l'economia in Venezuela segnali di avvicinarsi a un tracollo inevitabile, i bond sovrani rendono la metà rispetto a fine agosto, pur a livelli esorbitanti. Cosa succede?

Il Venezuela ha ritirato nel mese di ottobre per la terza volta quest’anno liquidità detenuta presso l’FMI in forma di Diritti Speciali di Prelievo per 467 milioni di dollari. Ne ha dato notizia ieri lo stesso istituto. I diritti citati sono riserve denominate in dollari, euro, yen e sterline. Il loro ritiro conferma le difficoltà del governo ad affrontare le prossime scadenze per il rimborso del debito sovrano e quello della compagnia petrolifera statale PDVSA, oltre che la quasi impossibilità ad importare beni e servizi dall’estero per assenza di valuta straniera. Stando a DolarToday, che monitora quotidianamente il cambio vigente sul mercato nero, un dollaro viene scambiato in queste ore contro 842 bolivar, quando al tasso ufficiale si avrebbe un rapporto di appena 6,3. Le riserve valutarie del paese sono diminuite sotto i 15 miliardi di dollari e al livello più basso degli ultimi 12 anni, mentre l’inflazione sarebbe schizzata a dicembre al 133%, stando a Bank of America – Merrill Lynch.

Economia Venezuela al collasso

L’istituto americano stima anche un crollo delle entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio di 41,4 miliardi di dollari negli ultimi 2 anni, ossia del 56%. Il deficit delle partite correnti a fine anno sarebbe di 19,6 miliardi, mentre le importazioni sono diminuite nei primi 9 mesi dell’anno del 13,2% su base annua e del 43,2% rispetto allo stesso periodo del 2012, segnalando un costante deterioramento delle condizioni di vita dei venezuelani, rassegnati a non trovare nei negozi quasi nulla, mancando dalla carta igienica al latte, dal caffè alla pasta. L’economia del paese è al collasso e potrebbe contrarsi quest’anno del 10%, secondo le stime più pessimistiche, confermandosi la peggiore del pianeta. Nonostante questo, la situazione non sembra peggiorare sul mercato dei bond governativi.

Anzi, guardando ai rendimenti sovrani, notiamo un’apparente contraddizione con l’andamento dell’economia venezuelana.  

Rendimenti bond Venezuela in calo da agosto

I titoli a un anno rendono oggi il 32,2%, un’enormità, se raffrontati con quelli di qualsiasi altro stato, ma sono meno della metà del 67% toccato  il 25 agosto scorso. I quinquennali rendono il 30,9%, 850 punti base in meno di 2 mesi e mezzo fa. I bond a 15 anni rendono il 27,5%, ma meno del 31,2% di fine agosto. Intendiamoci, sia il livello di questi rendimenti, sia l’inversione della loro curva segnalano un altissimo rischio default, stimato intorno al 90% da qui ai prossimi 5 anni, ma non si è ancora verificato quel crollo definitivo che avremmo potuto attenderci, trattandosi di un paese sull’orlo dell’abisso. A titolo di esempio, i rendimenti a 2 anni della Grecia sfondarono il 100% nella primavera del 2012 e i decennali arrivarono al 44%. Eppure, non c’è dubbio che persino la malconcia economia ellenica di 3 anni fa stesse meglio del Venezuela di oggi.

Default Venezuela evitato (finora) a ogni costo

Il mercato ha seguito con attenzione le vicissitudini venezuelane e ha potuto notare con soddisfazione che il governo di Nicolas Maduro sembra ferreamente intenzionato a onorare le scadenze a qualsiasi costo, ovvero anche tagliando le importazioni e provocando una carenza diffusa di beni, come dimostra anche l’intaccamento delle riserve, comprese quelle di oro, finalizzato al reperimento delle risorse da utilizzare per il rimborso dei prestiti. D’altronde, coloro che si trovano in possesso di titoli di stato venezuelani non avrebbero opportunità alternative, se non quelle di liquidare le loro posizioni, trovandosi tra le mani bolivar, che legalmente non si riescono a scambiare in dollari e che sul mercato nero valgono meno della carta igienica. Tanto vale tenersi i bond e godere delle cedole.  

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