Il Venezuela ritira altri 1,5 miliardi dall’FMI e il bolivar crolla all’1% del cambio ufficiale

Bolivar crolla al mercato nero in Venezuela. Il cambio col dollaro sprofonda a 616. La svalutazione sembra inevitabile, ma il governo rassicura che non ci sarà.

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Bolivar crolla al mercato nero in Venezuela. Il cambio col dollaro sprofonda a 616. La svalutazione sembra inevitabile, ma il governo rassicura che non ci sarà.

Rapidi aggiornamenti in negativo dal Venezuela. Stando alle informazioni rese dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel mese di giugno e per la seconda volta quest’anno, il governo di Caracas ha ritirato dall’istituto 1,5 miliardi di dollari di diritti speciali di prelievo per cercare di tamponare le riserve valutarie, scese in questi giorni ad appena 15,822 miliardi, il livello più basso degli ultimi 12 anni. Ad aprile, il paese sudamericano aveva già ritirato dall’FMI altri 380 milioni di dollari. E le cattive notizie non arrivano mai da sole. In queste ore, Dolartoday.com, che monitora il cambio tra il bolivar e il dollaro al mercato nero, considerato l’indicatore più attendibile del reale valore di mercato della divisa venezuelana, comunica che un biglietto verde viene scambiato contro 616 bolivar. Il cambio ufficiale è teoricamente 97 volte più basso, pari a 6,30. Pertanto, il bolivar varrebbe nella realtà solamente l’1% rispetto al cambio ufficiale, che lo stesso governo ormai utilizza per le importazioni di beni alimentari e farmaci, affiancandogli altri tassi più flessibili, come le aste Sicad e, in particolare, il Simadi, quest’ultimo mostrando un rapporto di quasi 200 bolivar per un dollaro.   APPROFONDISCI – Venezuela in una “spirale di morte”: crollano le riserve e il bolivar cola a picco  

Crollo bolivar è frutto di sfiducia

In meno di una settimana, la valuta sudamericana ha collassato del 23% verso la divisa statunitense. Meno di 2 mesi fa, al mercato nero veniva sfondata la soglia di 300, dopo una settimana si arrivava oltre 400 e 5 giorni fa si travalicava quella di 500. Preoccupa proprio l’accelerazione del crollo, che gli analisti ritengono frutto di attese sempre più pessimiste sulla valuta, che spingono i venezuelani a disfarsi dei bolivar e ad acquistare dollari, quale che sia il cambio, nella prospettiva che il biglietto verde si rafforzi sempre più.

Si tenga, poi, conto che il 96-97% delle esportazioni del Venezuela, quindi, dell’accesso ai dollari, deriva dalla vendita di petrolio, il cui prezzo si è dimezzato su base annua. Un quotidiano locale, El Nacional, commenta sconfortato che non esiste alcun indizio, che lasci supporre che il dollaro perderà valore a breve. Nel frattempo, il presidente Nicolas Maduro “rassicura” che mai e poi mai svaluterà il bolivar, temendo contraccolpi elettorali per il voto del 6 dicembre, accusando la “destra” e “l’imperialismo USA” di portare avanti contro il suo governo una guerra economica.   APPROFONDISCI – Venezuela, Maduro annuncia un nuovo sistema di cambio. Svaluterà il bolivar?  

Svalutazione bolivar sembra inevitabile

In realtà, è più che probabile che la svalutazione del bolivar dovrà esserci, ma il governo teme di non potere ripagare il debito contratto in valuta straniera, pari a circa 10 miliardi di dollari entro i prossimi 7 mesi. Il valore di queste passività salirebbe di 100 volte in più, nel caso di una svalutazione, portando il paese al default. E l’amara verità è che a questo punto non esisterebbero correzioni che tengano. La valuta locale è diventata come la classica patata bollente di cui tutti vogliono disfarsi il prima possibile. Ciò sta provocando anche l’impennata dell’inflazione, che le stime indipendenti più prudenti calcolano sopra il 100% e  quelle più azzardate nettamente al di sopra del 600%.   APPROFONDISCI – Il Venezuela rischia un’inflazione al 1.000% per BofA. Maduro annuncia novità sul bolivar      

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