'Il Venezuela rischia un'inflazione al 1.000% per BofA. Maduro annuncia novità sul bolivar

Il Venezuela rischia un’inflazione al 1.000% per BofA. Maduro annuncia novità sul bolivar

Il Venezuela potrebbe passare dall'inflazione galoppante all'iper-inflazione per Bank of America, che vede la radice del problema nel cambio fisso e nell'alta spesa pubblica. E il presidente Nicolas Maduro ha annunciato novità sul bolivar, ma non taglierà i sussidi sulla benzina.

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Il Venezuela potrebbe registrare nel 2015 un’inflazione a tre cifre e “senza un aggiustamento del tasso di cambio, non mi stupirei che l’economia andasse verso un’inflazione a 4 cifre”. La previsione catastrofica arriva niente di meno che dal capo economista per l’America Latina di Bank of America, Francisco Rodriguez, già Professore alla Wesleyan University. Secondo l’economista, il tasso di cambio fisso tra il bolivar e il dollaro a 6,3 sottovaluta le entrate in dollari che il Venezuela ottiene dalla vendita del petrolio, con la conseguenza che il governo è costretto a rimediare altrimenti per coprire l’altissima spesa pubblica, ovvero stampando moneta, visto che non ha di fatto accesso ai mercati finanziari.   APPROFONDISCI – Il Venezuela studia la fine del cambio fisso. Maduro: default solo se serve all’economia  

Crollo bolivar

Infatti, nel 2014 l’offerta di moneta M2 in Venezuela è cresciuta del 64%, un ritmo triplo rispetto a qualsiasi altro paese monitorato da Bloomberg. Ciò crea una pressione rialzista sui prezzi, che sarebbe sfuggita già di mano al governo di Caracas, tanto che l’ultimo dato ufficiale sull’inflazione risale al mese di agosto, quando la banca centrale stimava la crescita annua dei prezzi al 63,4%.   APPROFONDISCI – Allarme rosso in Venezuela, guardiamo i numeri della tragica crisi in arrivo   Nel paese manca di tutto, a causa dell’assenza di dollari, senza i quali non è possibile importare beni dall’estero, nonché dalle politiche anti-mercato accentuate sotto il presidente Nicolas Maduro, in carica dal marzo del 2013, succedendo allo scomparso Hugo Chavez. E nonostante il cambio ufficiale sia di 6,3 bolivar per ogni dollaro, al mercato nero è esploso a 173, dopo avere toccato un’apice di 183 nelle settimane scorse. Solo nell’ultimo trimestre, la valuta venezuelana ha perso il 42% al cambio ufficioso, più del -29% accusato dal rublo. Nell’uno e nell’altro caso, la crisi è stata inasprita dal crollo del prezzo del petrolio, una materia prima che qui vale il 95% delle esportazioni e delle entrate statali.   APPROFONDISCI – Allarme rosso in Venezuela, guardiamo i numeri della tragica crisi in arrivo  

Il cambio di passo di Maduro

In un discorso alla TV pubblica, ieri Maduro ha annunciato alcune novità in economia, che saranno rese note a partire dal 3 di gennaio.

Il presidente ha parlato di una “controffensiva” per difendere il livello delle riserve, scese a meno di 22 miliardi di dollari, ai minimi degli ultimi 11 anni, sufficienti a coprire il debito in valuta straniera dello stato e della compagnia statale PDVSA per i prossimi due anni, anche se solamente 2 miliardi sarebbero prontamente disponibili per ripagare il debito. I titoli di stato hanno perso quest’anno il 31%. Il bond 2027 è precipitato, invece, del 48%, a conferma della sfiducia degli investitori verso la crisi del paese, alle prese con la recessione, che probabilmente si protrarrà anche nel 2015. Nei primi tre trimestri dell’anno, il pil è diminuito rispettivamente del 4,8%, 4,9% e del 2,3% su base annua.   APPROFONDISCI – Il disgelo tra Cuba e USA ha una causa ben precisa: la crisi del Venezuela   In ogni caso, il cambiamento di politica economica sarebbe insufficiente, se è vero che il presidente ha rassicurato che non saranno tagliati i sussidi sulla benzina alla popolazione, che può continuare così ad acquistarla a poco più di un centesimo di dollaro al litro. Non ci sarebbe bisogno di questi tagli, ha spiegato, mentre saranno adottate riforme che non toccheranno la spesa sociale. Si cercherà di ridurre, ad esempio, il personale delle ambasciate. L’intangibilità dei sussidi si spiega anche con il timore di perdere del tutto il consenso, con la sua popolarità crollata al 24,5%, stando alla Bank of America. Il problema è che senza mettere mano proprio al programma di redistribuzione del reddito, che prevede un’elevata spesa pubblica, non si risolverà mai alla radice il fenomeno dell’eccesso di offerta di moneta e dell’inflazione più alta del pianeta.   APPROFONDISCI – Venezuela, Maduro conferma sussidi e cambio fisso. Citgo sequestrabile col default?  

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