Il Venezuela peggiore economia al mondo tra crollo del pil e inflazione a 3 cifre

Il Venezuela sarà la peggiore economia dell'anno per l'FMI, che stima un tracollo drammatico del pil per quest'anno e il 2016.

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Il Venezuela sarà la peggiore economia dell'anno per l'FMI, che stima un tracollo drammatico del pil per quest'anno e il 2016.

Nessuno andrà peggiore nel pianeta dell’economia in Venezuela. Lo riferisce il World Economic Outlook dell’FMI, le cui nuove stime sono state rese note ieri da Lima, in Perù. Il pil del paese sudamericano si contrarrà quest’anno del 10% e di un altro 6% nel 2016. Si tratta di un netto peggioramento rispetto alle precedenti previsioni, quando la recessione economica era attesa al 7% per il 2015. Non va meglio nemmeno sul fronte caldissimo dell’inflazione, che quest’anno dovrebbe attestarsi mediamente al 159% e accelerare nel 2016 al 204%. Numeri da brivido, se si pensa che dopo il Venezuela, la peggiore economia dovrebbe essere l’Ucraina, con un crollo del  pil atteso del 9%. Ma parliamo di un territorio sconvolto dalla guerra e dallo smembramento della sua sovranità, dopo l’occupazione della Crimea da parte delle truppe filo-russe. Completa il podio poco ambito la Russia, il cui pil dovrebbe arretrare del 3,8%, seguita dal Brasile (-3%) e dalla Grecia (-2,3%).

Crisi bolivar legata al petrolio

Tornando al Venezuela, l’economia è alle prese con un drastico calo delle entrate derivanti dalla vendita del petrolio, le cui quotazioni si sono più che dimezzate su base annua. Il greggio rappresenta il 95% almeno delle esportazioni, ma il governo di Nicolas Maduro si è intestardito nel non volere rendere flessibile il cambio tra bolivar e dollaro, rimasto ancorato a 6,3, quando al mercato nero ha sfondato nei giorni scorsi il rapporto di 800 e adesso si attesta a 762. Se già nel 2014, quando le quotazioni erano state mediamente vicine ai 100 dollari al barile, il deficit pubblico del paese fu del 17% del pil, è immaginabile quanto sia potente l’attuale crisi fiscale di Caracas, che in assenza di entrate sufficienti, anziché rendere flessibile il cambio e tagliare la spesa pubblica, stampa moneta per finanziare quest’ultima.

Vane speranze da elezioni Venezuela

Barclays si chiede come sia possibile che Maduro si stia rifiutando di guardare in faccia la realtà. Tuttavia, nessun cambiamento è atteso prima di dicembre, mese in cui si terranno le elezioni politiche, che per la prima volta dall’arrivo di Hugo Chavez al potere nel 1999 potrebbero essere vinte dalle opposizioni. In ogni caso, nemmeno questo scenario avrebbe ripercussioni immediate sulla gestione dell’economia, che resterebbe saldamente nelle mani del governo, il quale potrebbe sempre avvalersi dei poteri speciali, che come tra il 2013 il 2014 gli hanno consentito di legiferare per decreti, senza alcuna approvazione da parte del Parlamento.  

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