Il Venezuela limita i prelievi ai bancomat per assenza di banconote

In Venezuela arrivano limiti ai prelievi per assenza di banconote di taglio elevato. La crisi è sempre più grave nel paese.

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In Venezuela arrivano limiti ai prelievi per assenza di banconote di taglio elevato. La crisi è sempre più grave nel paese.

Ennesimo capitolo della devastante crisi del Venezuela. Da oggi, i titolari di una carta bancomat potranno prelevare fino a 3.000 bolivar al giorno. La decisione è stata assunta dalla banca centrale, d’intesa con il governo di Caracas, per la carenza di banconote dai tagli più elevati, in particolare, di 50 e 100. Il fenomeno è frutto dell’inflazione più alta al mondo, pari ad almeno il 110% annuo (i dati ufficiali non vengono pubblicati dal dicembre scorso), ma che qualcuno stima fino a oltre il 600%, che spinge i consumatori ad utilizzare in maniera crescente i pezzi più alti  per acquistare gli stessi beni. Rispetto a ieri, quando il limite era fissato a 5.000 bolivar al giorno, il prelievo massimo consentito si riduce del 40%. Al cambio fisso ufficiale di 6,30, 3.000 bolivar equivarrebbero a poco più  di 476 dollari, più che sufficienti, diremmo, alla sopravvivenza. Ma il tasso di cambio al mercato nero è di 677, oltre 100 volte più basso. E si pensi che un quotidiano costa 100 bolivar, per cui il limite fissato ai prelievi col bancomat da oggi equivale nella realtà al prezzo di acquisto di una trentina di giornali o, si calcola, di due pranzi.   APPROFONDISCI – In Venezuela si dimezzano i dollari in entrata e i prezzi esplodono   Ma l’abbassamento da 5.000 a 3.000 bolivar per i prelievi è l’ultima delle preoccupazioni dei venezuelani, che nei giorni scorsi hanno assaltato i magazzini statali per rifornirsi dei generi alimentari più elementari, ormai pressoché del tutto carenti in ogni angolo del paese. Le calche sono state così violente, che è dovuta intervenire la Guarda Nazionale Bolivariana, la quale ha disperso la folla con gas lacrimogeni.   APPROFONDISCI – Allarme FMI sul Venezuela: inflazione almeno al 100% e pil in calo del 7%  

Elezioni Venezuela a dicembre

Una situazione così grave non può andare avanti a lungo, senza che sfoci in atti di guerriglia interna.

Le elezioni di inizio dicembre, quando si rinnova il Parlamento, potrebbero dare sfogo alla rabbia popolare, ma difficilmente cambieranno il corso delle cose, anche nel caso di vittoria delle opposizioni, visto che il vero potere decisionale è concentrato nelle mani del presidente Nicolas Maduro, in carica da 2 anni e mezzo e subito rivelatosi inadeguato al ruolo, avendo accelerato e inasprito una crisi già grave sotto il predecessore Hugo Chavez, al potere dal 1999 sino alla morte di inizio 2013. Il governo non intende svalutare il bolivar, che se lasciato fluttuare liberamente sul mercato perderebbe quasi il 100% del suo valore ufficiale attuale. Caracas privilegia il rimborso dei debiti in valuta straniera, anziché le condizioni di vita sempre più difficili della popolazione, che in assenza di dollari per importare beni dall’estero e a causa di una produzione interna calante per la politica di controllo dei prezzi, è costretta a lunghe file davanti ai negozi e a fare il tour tra diversi punti vendita per trovare anche il minimo necessario.   APPROFONDISCI – Il Venezuela andrà in default nel 2016. Lo dice Hausmann, lo nega Rodriguez  

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