Il Venezuela è in ginocchio a un anno dalla morte di Chavez

Il Venezuela vive il dramma della crisi economica, con il bolivar scambiato al mercato nero oltre 13 volte in meno del tasso ufficiale.

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Ad un anno dalla morte di Hugo Chavez, il Venezuela sembra in crisi economica più che mai. Le manifestazioni degli studenti di queste settimane, represse nel sangue dai militari, sono la testimonianza di un paese diviso e che vive male molte storture di questa crisi. La più grave riguarda il bolivar, il cui tasso di cambio fisso a 6,29 contro il dollaro USA è alla base di notevoli problemi. Sul mercato nero, infatti, un dollaro viene scambiato a 85 bolivar, mettendo così in moto un meccanismo perverso, che rischia di fare esplodere le tensioni.

Un blogger venezuelano, ad esempio, di diverte a dimostrare come sarebbe possibile, in teoria, arrivare a Caracas con un dollaro e tornarsene a casa con 175 mila dollari, semplicemente sfruttando il divario tra il tasso di cambio ufficiale e quello reale, nonché aggirando i prezzi amministrati, imposti dal governo su un ampio paniere di beni.

E’ evidente, infatti, che chi ha dollari, li scambia al mercato nero, dove otterrà molti più bolivar del tasso ufficiale. Una pratica alimentata indirettamente dallo stesso governo, il quale con le aste Sicad si pone l’obiettivo di stanziare alle società importatrici fino a 5 miliardi di dollari al tasso di cambio di 11,3, ossia dimezzato rispetto al 6,29 ufficiale. Appena ottenuti i dollari dallo stato, infatti, le imprese li offrono sul mercato nero, anziché impiegarli per importare i beni necessari alla produzione. Anche questo ha portato alla carenza di beni, come dimostrano gli scaffali semi-vuoti dei supermercati nel paese.

Cambi irrealistici, un’inflazione al 56% e prezzi amministrati hanno creato paradossi quasi divertenti, se non fossero tragici per la vita ordinaria dei venezuelani. Ad esempio, la rivista britannica The Economist ha calcolato che Caracas sarebbe la sesta città più cara al mondo, dopo Singapore, Parigi, Oslo, Zurigo e Sidney, al pari di Ginevra, davanti a Melbourne, Tokyo e Copenaghen.

Stando al cambio ufficiale, infatti, un chilo di pane costerebbe qui 11 dollari USA, contro i 3,30 di Singapore, mentre una bottiglia di vino da 750 ml viene venduta al prezzo medio di 22,41 dollari. Vivere a Caracas, quindi, sarebbe più costoso che a New York. Ovviamente, se il bolivar fosse scambiato sul mercato al suo prezzo reale, il costo della vita nella capitale venezuelana sarebbe di gran lungo più basso, addirittura, figurando Caracas in fondo alla classifica, come città meno cara al mondo.

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