Donald Trump attacca la Fed sui tassi USA: è politicizzata

Prime polemiche elettorali negli USA sui tassi Fed. Sotto accusa è la politica monetaria del governatore Janet Yellen.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prime polemiche elettorali negli USA sui tassi Fed. Sotto accusa è la politica monetaria del governatore Janet Yellen.

Sembrava alquanto strano che rimanesse ai margini del dibattito politico la politica monetaria della Federal Reserve, che 4 anni fa fu al centro degli strali di alcuni candidati alle primarie del Partito Repubblicano, tanto che il governatore del Texas, Rick Perry, arrivò a definire l’allora numero uno dell’istituto, Ben Bernanke, “un assassino del dollaro”. Gli strali arrivati da destra non ebbero seguito concreto, perché alla Casa Bianca rimase il democratico Barack Obama, che con Bernanke prima e Janet Yellen dopo ha concordato la politica dei tassi zero per aumentare il più possibile la liquidità sui mercati finanziari e sostenere la crescita dell’economia e del pil. Gli effetti di 7 anni di stimoli monetari senza precedenti restano controversi e politicamente divisivi, come confermano le parole utilizzate dal candidato repubblicano Donald Trump, rese l’altro ieri a Bloomberg durante un’intervista, nella quale ha attaccato la Yellen, affermando che la sua decisione di non alzare i tassi USA avrebbe motivazioni “politiche”. Secondo il magnate americano, in testa nei sondaggi per ottenere la nomination dei repubblicani e correre così per la Casa Bianca, l’intento della Fed sarebbe di non danneggiare il presidente Obama e il suo Partito Democratico, quando manca poco più di un anno alle elezioni presidenziali. Trump rimprovera alla Fed di non avere già avviato la stretta monetaria, con il rischio che il prossimo presidente possa trovarsi a gestire una situazione molto difficile, quale “una recessione o peggio”.  

La Yellen alzerà i tassi entro il 2016?

Dunque, da destra tornano gli attacchi all’indirizzo della Fed, che rilanciano i dubbi circa le effettive probabilità che la Yellen alzi i tassi entro dicembre o proprio in un anno elettorale. Tale mossa sarebbe sgradita evidentemente ai democratici, che sono gli unici a rischiare, essendo al governo. Se qualcosa andasse storto con la prima stretta dal 2006, infatti, ad essere accusati di avere alzato i tassi troppo presto o troppo tardi sarebbero proprio loro, mentre i repubblicani si avvantaggerebbero in ogni caso. Ma se la Yellen apparisse troppo accondiscendente alle esigenze della Casa Bianca, ne risulterebbe minata la sua credibilità personale e quella dell’istituto. Di certo, se il prossimo presidente americano fosse un repubblicano, le probabilità che nel 2018 ottenga un nuovo mandato si ridurrebbero al lumicino, mentre la politica monetaria potrebbe subire una virata in direzione decisamente più restrittiva. Ad oggi, però, prevale solo la confusione.

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Argomenti: Fed