Il suicidio di Berlusconi sulle nomine Rai, l’abbraccio mortale tra Forza Italia e PD

Forza Italia sta ingaggiando con la Lega una lotta sulle nomine Rai. Silvio Berlusconi segna un autogol clamoroso, che rischia di accelerare l'estinzione del suo ormai partitino.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Forza Italia sta ingaggiando con la Lega una lotta sulle nomine Rai. Silvio Berlusconi segna un autogol clamoroso, che rischia di accelerare l'estinzione del suo ormai partitino.

Entro domattina, Forza Italia dovrà esitare una risposta definitiva sul caso presidenza Rai. Il nome indicato dal governo non è gradito da PD e Liberi e Uguali, mentre Silvio Berlusconi non ha gradito le modalità con cui è stato scelto Vittorio Foa, già firma de Il Giornale, il quotidiano edito dal fratello dell’ex premier e che ospita ancora oggi il blog del giornalista italo-svizzero. Poiché servono 27 voti su 40 a favore in Commissione di Vigilanza e la maggioranza giallo-verde ne dispone di 21, determinanti si rivelano i 7 commissari azzurri, il cui voto contrario impallinerebbe Foa, creando uno scontro in quel che resta del centro-destra tra Forza Italia e Lega. Pura tattica o c’è qualcosa sotto?

L’Altra Italia di Berlusconi non ruberà voti a Salvini, ecco perché il Cav ha già fallito

Il responsabile comunicazione Giorgio Mulè smentisce che il partito di Berlusconi voglia barattare il suo voto con ruoli dirigenziali in seno alla TV pubblica, ma ciò sarebbe nelle cose. Forza Italia temerebbe di essere estraniata dalla gestione di Viale Mazzini e per questo tirerebbe la corda su Foa. Un’interpretazione alternativa vorrebbe, invece, che Berlusconi e PD si sarebbero messi d’accordo per impedire a Lega e Movimento 5 Stelle di eleggersi un proprio presidente, costringendoli a scendere a patti con la “vecchia guardia” della politica italiana. Un Nazareno-bis tra perdenti, insomma. Quale che sia la realtà, una cosa sembra sicura: gli azzurri stanno accelerando il loro suicidio elettorale, stringendo più veloci che mai il cappio attorno al loro stesso collo.

Le relazioni sottobanco che intercorrono con Matteo Salvini sono e restano ignote agli italiani, tra i quali prevale lo sconcerto a destra su come Forza Italia si stia avvicinando al PD per sabotare le nomine in Rai. Intendiamoci, agli elettori di chi entri o esca in Viale Mazzini non importa un fico secco, la questione non figura nemmeno come ultima delle loro preoccupazioni. Il punto è un altro, cioè che la vicenda avrebbe convinto un numero maggiore di elettori (ex) berlusconiani sulla connivenza tra Forza Italia e PD, tra Berlusconi e Matteo Renzi. E se i sondaggi già segnalano che il partito degli azzurri sarebbe crollato sotto l’8%, da adesso in avanti potremmo assistere a una corsa verso lo zero. Se c’è una cosa che la pancia del centro-destra non ha mai gradito è la strizzatina d’occhio al centro-sinistra. Tutti coloro che hanno anche solo fornito la sensazione di fare asse con il PD sono stati spazzati via sul piano elettorale. Esiste una lunga lista di presunti “giganti” della politica che sono praticamente scomparsi dai radar: si è iniziati con Pierferdinando Casini, si è proseguiti con il kamikaze Gianfranco Fini, poi è arrivato il turno dell’Angelino Alfano senza il quid e adesso potrebbe spettare al più insospettabile di tutti: Silvio Berlusconi, l’ex capo assoluto della coalizione.

L’eclissi di Berlusconi e Forza Italia

Forza Italia è politicamente un partito zombie, senza nemmeno un senso sul piano programmatico, visto che nessuno riesce ad oggi a comprendere le ragioni della sua offerta e della stessa esistenza di una formazione, che sembra recitare il ruolo di “bad company” del centro-destra. Hai un politico impresentabile? Candidalo nelle liste azzurre, che accolgono tutti con grande disponibilità, tranne uomini coerenti e con un pensiero autonomo rispetto a quello del capo indiscusso, ancorché finito. Probabile, ma non affatto certo, che alla fine Lega e Forza Italia si accordino per il via libera a Foa, in cambio di qualche direttore di rete in quota azzurra. Anche perché Berlusconi ha ottenuto la presidenza della Commissione di Vigilanza, che risponde al nome di Alberto Barachini, neo-senatore e dipendente Mediaset in aspettativa. Insomma, bisogna avere la faccia come il bronzo per non capire di avere spuntato l’impossibile (un dipendente della concorrenza vigila sulla TV pubblica!) e guardare alla pagliuzza nell’occhio altrui, ignorando la trave nel proprio. E’ pur vero, però, che parliamo di un uomo che non accetta ancora di essere stato surclassato nei consensi da un alleato.

Nomine Rai, Lega e 5 Stelle spengono la TV del PD e anche Berlusconi può sorridere

Ancora una volta, a trovare il bandolo della matassa sarà Salvini, chiamato a contenere le ire dell’ex premier a parole insofferente, che quasi certamente chiede solo rassicurazioni nero su bianco per la sua Mediaset con il diritto di compartecipazione alle nomine Rai. Sta di fatto che l’immagine schiacciata sulle ragioni del PD (Mulè ha giustificato il voto contrario con il fatto che il nome di Foa non sia piaciuto al centro-sinistra) fa di Forza Italia un partito in via di estinzione, guidato da un impalpabile Antonio Tajani, uomo perbene, ma politicamente uno zero tagliato e con un appeal da ragioniere di provincia. L’addio di Alessandra Mussolini al partito non ha certo scosso nessuno tra i dirigenti azzurri, ma potrebbe essere l’inizio di un esodo parlamentare verso la Lega nel caso in cui si arrivasse nelle prossime 48 ore alla rottura dei rapporti tra Berlusconi e Salvini. Impallinando Foa, il primo riporterebbe una vittoria di Pirro, sarebbe il canto del cigno prima di concludere mestamente un quarto di secolo di carriera politica vissuta da protagonista.

[email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Politica, Politica italiana