Come Salvini e Di Maio vogliono eliminare il PD, partendo dalla Basilicata

La Basilicata potrebbe rappresentare il nuovo laboratorio politico per sperimentare l'alleanza formale tra Lega (e non solo) e Movimento 5 Stelle con un unico obiettivo: eliminare il PD.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Basilicata potrebbe rappresentare il nuovo laboratorio politico per sperimentare l'alleanza formale tra Lega (e non solo) e Movimento 5 Stelle con un unico obiettivo: eliminare il PD.

Marcello Pittella, governatore della Basilicata, è stato posto agli arresti domiciliari nei giorni scorsi a seguito di un’indagine che riguarda gli appalti sulla sanità. Esponente della potente famiglia del PD e il cui fratello Gianni è stato a capo del gruppo europarlamentare Socialisti & Democratici fino al febbraio scorso, nonché presidente dell’Europarlamento per un paio di settimane, all’inizio dell’attuale legislatura, Marcello non ha ufficializzato le dimissioni e né smentito la sua ricandidatura alle elezioni regionali di novembre, ma va da sé che il partito guidato da Maurizio Martina non potrà permettersi mai e poi mai di schierare un uomo finito agli arresti, per quanto la sua innocenza vada presunta fino a condanna definitiva. Si tratta di un fatto di opportunità politica, non certo riguardante la persona in sé. La Basilicata è la regione “rossa” per eccellenza al sud, quasi anomala rispetto ai trend elettorali storici che si registrano sotto Roma. Grazie al patto tra ex dc ed ex comunisti, Potenza è amministrata dal centro-sinistra sin dal 1995 e ininterrottamente.

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Il lungo regno del PD, tuttavia, potrebbe giungere al termine, perché non solo i democratici sono ormai deboli persino nelle roccheforti storiche di Toscana ed Emilia-Romagna, ma proprio in Basilicata potrebbe essere tentato senza più indugi il primo esperimento di governo giallo-verde. Sì, perché Lega e Movimento 5 Stelle avrebbero intenzione di presentarsi insieme alle elezioni o almeno non lo escludono. C’è di più: qui la Lega di Matteo Salvini, per quanto si stia radicando in fretta dopo il 4 marzo, non è ancora capace di esprimere consensi ragguardevoli. Pertanto, se l’alleanza penta-leghista vuole davvero sbaragliare gli avversari in un’area elettoralmente non facile per i due vice-premier, dovrà coinvolgere il resto del centro-destra.

L’ipotesi di alleanza M5S-centrodestra

E così, prende corpo l’ipotesi che non solo il Carroccio, bensì un cartello dalla natura formalmente civica, ma di fatto rispondente alla coalizione di centro-destra, sostenga un candidato insieme all’M5S. Dire che sarebbe una novità esplosiva è poco. Tuttavia, la trattativa sarebbe agevolata dal nome della candidatura più papabile, quello della giornalista Rai, Carmen Lasorella, originaria di Matera, un tempo craxiana e successivamente vicina proprio al centro-destra berlusconiano. Se gli eventi andassero in questa direzione, per la prima volta avremmo la formalizzazione alle urne di un blocco politico che va dal Movimento 5 Stelle fino a Forza Italia contro il centro-sinistra. L’allarme in casa PD dovrebbe suonare forte, perché sarebbe l’ufficializzazione della strategia grillo-leghista del piano di cancellazione del Nazareno dalla mappa politica italiana. In caso di esito positivo, l’esperimento sarebbe esteso altrove con il chiaro di intento da parte di Di Maio di lasciarsi come unica opposizione quella di Silvio Berlusconi, occupando l’area di centro-sinistra nella geografia politica nazionale. Per Salvini, si tratterebbe, invece, di cercare di inglobare quel che resta del centro-destra oltre la Lega, attirandolo a sé e all’area governativa.

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Lega e 5 Stelle puntano sostanzialmente ad affermarsi come i due blocchi partitici di riferimento della Terza Repubblica. Per farlo, avranno bisogno paradossalmente di restare alleati per un po’ al governo e di presentarsi ufficialmente o informalmente uniti alle elezioni locali, in modo da eliminare le opposizioni, rimasugli della Seconda Repubblica. La Basilicata sembra l’humus perfetto per cogliere tale occasione, trattandosi di una roccaforte del PD, di una regione del sud in cui ancora la Lega non si è radicata e prendendo a balzo la palla lanciata dal centro-destra, che intenderebbe presentarsi alle urne non necessariamente con le sigle ufficiali di partito. E il nome di Lasorella, che piacerebbe agli azzurri e metterebbe d’accordo i grillini, sarebbe la ciliegina sulla torta.

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Argomenti: Politica, Politica italiana