Il secondo diamante più grande di sempre va a Vuitton, aspettando il Milan?

Sewelo è di Luis Vuitton e sta per essere lavorato ad Anversa. Il gigante del lusso francese si espande nella gioielleria e punterebbe gli occhi sull'Italia. Milan nel mirino, tra smentite e speranze dei tifosi.

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Sewelo è di Luis Vuitton e sta per essere lavorato ad Anversa. Il gigante del lusso francese si espande nella gioielleria e punterebbe gli occhi sull'Italia. Milan nel mirino, tra smentite e speranze dei tifosi.

La maison del lusso francese punta sempre più al comparto gioielleria. Dopo avere rilevato Tiffany con un’offerta di 16,2 miliardi di dollari nel novembre scorso, adesso LVMH, la società del magnate Bernard Arnault, ha comprato anche il secondo diamante più grosso di sempre che sia stato scoperto: Sewelo, che in lingua Setswana significa “scoperta rara”.

Lucara Diamond lo scoprì nella miniera Karowe a Letlhakane, nel Botswana centrale, nell’aprile scorso. Ben 1.758 carati, pesa 352 grammi ed è ricoperto da uno strato color carbone. Le sue dimensioni di 83 x 62 x 46 mm lo rendono grande quanto una pallina da tennis. Grazie a una tecnica all’avanguardia utilizzata dalla società mineraria canadese, la pietra preziosa non è stata rovinata con il distacco dalla roccia.

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Non sappiamo quale sia stato il prezzo di vendita del diamante, ma sappiamo che nel 2015 è stata venduta per 63 milioni di dollari “Constellation”, una pietra da 813 carati. Per quanto il prezzo di un diamante non sia lineare come quello dell’oro, dipendendo da una serie di fattori specifici che vanno oltre il semplice peso e il numero dei carati, non viene difficile immaginare che Sewelo sia stato acquistato da Vuitton per una cifra nei pressi o sopra i 100 milioni di dollari. Il diamante più grande di sempre fu scoperto in Sudafrica nel 1905 ed era di 3.016 carati. Dopo essere stato intagliato, le pietre che se ne ricavarono furono incastonate nella Corona britannica.

Ci vorranno circa quattro mesi per la lavorazione di Sewelo, che sarà eseguita ad Anversa. E si presume che al suo interno si nascondino pietre da 100 a 300 carati o un unico diamante puro da quasi 900 carati. Siamo davanti a un dono straordinario della natura, con 2 miliardi di anni di vita. Ma l’aspetto più curioso di questa vicenda risiede nella proprietà: Vuitton è un gigante mondiale del lusso e Forbes stima il patrimonio del suo patron Arnault in 117 miliardi di dollari, il primo al mondo, sebbene per Bloomberg figuri terzo.

Poco importa, comunque. Il francese è tra gli uomini più ricchi della Terra e sta spostando la sua attenzione sul comparto gioielli.

Milan nel mirino di Vuitton?

E il Milan? Da mesi, si rincorrono voci – sinora sempre smentite da Parigi – di un forte interesse di Vuitton per rilevare la squadra di calcio rossonera. Nelle scorse settimane, erano stati persino resi pubblici alcuni dettagli della presunta trattativa in corso: offerta da 900 milioni e costruzione di un nuovo stadio, nonché acquisto di giocatori e allenatore di peso. Tutto nell’ottica di un rilancio quanto prima del club sui campi internazionali. Quanto vi sia di vero in tutto ciò non è ancora facile capirlo, anche perché le parti si trincerano dietro a un silenzio abbastanza imperscrutabile. Semmai, occorre chiedersi perché il Milan.

La maison sarebbe interessata a espandersi a Milano, patria della moda e del lusso, così come lo è Parigi. Acquistare una società di calcio in crisi, ma con una tifoseria diffusa in tutto lo Stivale (e oltre) e dai successi nazionali e internazionali di rilievo, avrebbe tutto il gusto di un’operazione simpatia, tesa a mettere radici in Italia, magari nella prospettiva di qualche altro colpaccio a sorpresa o di attecchimento in un mercato assai importante per il lusso. Del resto, lo stesso figlio di Bernard, Antoine Arnault, ha dichiarato che LVMH sarebbe ormai una realtà “italo-francese”. Non ha torto, visto che è a capo di svariati marchi tricolori, tra cui Loro Piana, Fendi e Bulgari.

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