Il reddito di cittadinanza sarà più basso al sud? Ma i grillini rilanciano il sussidio ‘incondizionato’

La riforma del reddito di cittadinanza si avvicina e il governo prepara due modifiche chiave. I 5 Stelle vanno per la loro strada.

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Modifiche in arrivo per il reddito di cittadinanza

Modifiche in arrivo per il reddito di cittadinanza. Il governo prepara alcuni ritocchi al sussidio, tanto contestato dal mondo delle imprese, le quali lamentano carenza di manodopera poco qualificata. Tra bar, ristoranti, alberghi e agricoltura, le associazioni di categoria calcolano in 200.000 i lavoratori che non si riescono a trovare in questi mesi. Un colpo all’economia italiana e, in particolare, al turismo.

Il Ministero del Lavoro è all’opera per fronteggiare le principali criticità. Allo studio vi è la possibilità di introdurre l’obbligo per i percettori del reddito di cittadinanza di accettare offerte di lavoro di durata almeno pari a due mesi. Ad oggi, i beneficiari possono rifiutarsi di accettare proposte per periodi inferiori ai tre mesi. Al termine del contratto, il sussidio non andrebbe perduto, essendo immediatamente riattivato.

Ma non è l’unica modifica in vista. I percettori dovrebbero frequentare corsi di formazione professionale e di riqualificazione al lavoro. Un modo per andare incontro all’esigenza dell’Italia di potenziare le politiche attive del lavoro, sempre molto marginali. Il rischio, però, consiste nel varare programmi tenuti da enti pubblici (carrozzoni), che negli ultimi decenni si sono distinti per la distanza dei corsi offerti dal mercato del lavoro e per il gigantesco giro di clientele politiche.

Reddito di cittadinanza, importo non uguale per tutti

E non sarebbe tutto. Il reddito di cittadinanza sarebbe in futuro parametrato al costo della vita delle regioni e/o al numero dei componenti familiari. La novità qui riguarda essenzialmente l’importo differenziato tra nord e sud. Com’è ovvio, ciò porterebbe a una riduzione dell’accredito mensile nel Meridione rispetto al Settentrione. Per lo stato, si avrebbe modo di risparmiare.

I due terzi dei beneficiari risultano, infatti, residenti al sud.

Se queste sembrano essere le linee-guida del governo Draghi, sul reddito di cittadinanza il Movimento 5 Stelle non intende arretrare. Un articolo a firma del deputato Claudio Cominardi, pubblicato su Il Fatto Quotidiano, rilancia l’ipotesi di un “reddito di base incondizionato”. Contrariamente alle critiche imperanti, l’onorevole “grillino” ritiene che l’erogazione del sussidio contro la povertà in Italia sarebbe fortemente condizionato, quando servirebbe introdurne uno del tutto privo di condizioni. In altre parole, il reddito di cittadinanza dovrebbe spettare a una platea quanto più ampia possibile in possesso di requisiti basilari fissati.

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