Il quantitative easing fa bene ai Treasuries, dubbi sugli acquisti della Bundesbank

Il "quantitative easing" continua a fare diminuire i rendimenti dei bond governativi, così come dei Treasuries americani. Eppure, tale fenomeno potrebbe essere controproducente proprio per la buona riuscita del QE stesso.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
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Siamo al secondo giorno di attuazione del “quantitative easing”, il piano di acquisto dei titoli di stato dell’Eurozona, degli Abs e dei “covered bonds” della BCE, pari a un totale di 60 miliardi di euro al mese, di cui l’80% dedicati ai primi. I rendimenti dei bond governativi continuano a scendere, toccando nuovi minimi storici, come sta accadendo per i Bund a 30 anni, scivolati ad appena lo 0,818%, +106 punti base rispetto ai titoli tedeschi a 2 anni, che viaggiano attualmente al rendimento negativo del -0,242%. Nuovi record sono stati toccati anche dai trentennali italiani, mentre sulla scadenza decennale i nostri BTp rendono l’1,24%, +4 bp rispetto agli omologhi Bonos spagnoli, con lo spread BTp-Bund a 97 bp. I decennali tedeschi rendono intorno ai minimi storici, poco più dello 0,2%.

Festeggiano anche i Treasuries

Ma a beneficiare della valanga di liquidità immessa dalla BCE sui mercati non è solamente il mercato obbligazionario dell’Eurozona, bensì pure quello americano. L’apparente paradosso si spiega con il deprezzamento dell’euro, sceso a un cambio contro il dollaro sotto 1,08. Il rafforzamento del biglietto verde rende appetibili i Treasuries, che non a caso stanno registrando un calo generalizzato dei rendimenti lungo tutta la curva delle scadenze.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, ecco perché il mercato è contento   I rendimenti decennali del Tesoro americano si attestano oggi al 2,165% dal 2,195% di ieri e il 2,239% di venerdì. I trimestrali rendono appena lo 0,0152%, mentre i titoli a 2 anni lo 0,68%, i quinquennali l’1,6081% e quelli a 30 anni il 2,7524%. Tornando all’Eurozona, il calo costante dei rendimenti non porta con sé solo effetti positivi, perché potrebbe limitare la portata dello stesso QE. Sappiamo che la BCE acquisterà solo titoli con un rendimento non inferiore ai tassi applicati sugli overnight, pari a -0,2%. Pertanto, i bond con rendimenti più bassi del -0,2% non potranno essere acquistati, anche se rientrano potenzialmente nel paniere del piano. Oggi, le banche centrali nazionali, affermano funzionari anonimi della BCE, stanno acquistando anche titoli dai rendimenti negativi, dopo che ieri si era aperto il giallo sul caso e su come trattare tali perdite.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, ecco i dettagli forniti dalla BCE  

Tassi overnight saranno ancora tagliati?

E la Germania registra rendimenti sotto lo zero fino alla scadenza dei 7 anni: i quinquennali viaggiano sul -0,1%, i triennali al -0,224%, i titoli a 4 anni rendono il -0,18%. Già oggi, quindi, le banche centrali nazionali non possono comprare, quindi, titoli tedeschi con scadenza sotto i 4 anni, ma basterà un ulteriore calo dei rendimenti per spostare il limite sulle scadenze più lunghe, così restringendo il campo degli acquisti potenziali della Bundesbank, dato che il mercato è molto più liquido proprio per le scadenze più brevi e sulla banca centrale tedesca è assegnata la quota più alta del QE. Il fenomeno non riguarda la sola Germania, anche se si tratta certamente del paese dell’Eurozona dai rendimenti più bassi. Anche Austria, Belgio, Olanda, Slovacchia, Francia e Finlandia registrano rendimenti negativi per un numero sempre più alto di bond. Se il trend calante dei rendimenti non si fermerà da qui alle prossime settimane, la BCE potrebbe decidere al prossimo board di metà aprile di tagliare ulteriormente i tassi sui depositi overnight al -0,3%, in modo da ampliare la gamma dei bond acquistabili col QE.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE intoppa nei rendimenti negativi e nei limiti del piano      

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Argomenti: Bce, rendimenti bond