Il quantitative easing alla sfida della carenza di bond, aggiustamenti in vista?

Il quantitative easing rischia di incepparsi nei prossimi mesi per la scarsa offerta di titoli disponibili. A Francoforte si valutano correzioni del piano.

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Il quantitative easing rischia di incepparsi nei prossimi mesi per la scarsa offerta di titoli disponibili. A Francoforte si valutano correzioni del piano.

Il “quantitative easing”, il piano di acquisti dei bond governativi dell’Eurozona, dei covered bond e dei titoli Abs della BCE, starebbe per entrare in una fase critica di attuazione. Se Francoforte ha dovuto accelerare gli acquisti tra maggio e giugno, mostrandosi flessibile con riguardo alla scarsa liquidità attesa per il mercato a luglio e agosto, da qui alla fine dell’anno non potrà contare su un aumento dell’offerta, dato che solo le emissioni nette di Italia, Spagna, Irlanda, Finlandia e Olanda sono superiori agli acquisti attesi dei rispettivi bond da parte della BCE. In sostanza, i titoli acquistabili diventano complessivamente sempre meno e l’istituto rischia di sforare così il limite del 25% dei titoli acquistati per ciascuna emissione. A queste condizioni, mantenere il ritmo di 60 miliardi di euro al mese, di cui più dell’80% concentrati sui titoli di stato, sembra una sfida per il governatore Mario Draghi. Una cosa è certa: la durata del QE non sarà modificata, almeno non nel senso di un anticipo della fine degli stimoli monetari. La BCE lo ha ribadito più volte. Accadrebbe solo nel caso in cui fosse raggiunto prima delle attese l’obiettivo di un’inflazione tendenziale nell’Eurozona al 2%, ma le previsioni dicono che non dovrebbe affatto succedere.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, i dati paradossali della BCE provano la scarsità dei bond  

Le correzioni possibili

E allora come farà Draghi a mantenere la promessa? Piccoli aggiustamenti tecnici sono possibili e, anzi, realistici.

Per prima cosa, potrebbe essere ampliata la lista dei titoli acquistabili, comprendendovi anche quelli emessi da società pubbliche e dalle agenzie governative. In parte è già accaduto, per cui è ipotizzabile che si  prosegua su questa strada. Secondariamente, potrebbe essere rimosso il limite del 25% acquistabile per ciascuna emissione. Qui, il discorso è un pò più delicato. Tale percentuale era stata individuata dall’istituto per rassicurare il mercato che la BCE non avrebbe mai detenuto una quota di blocco per le decisioni da assumere nei casi di default sovrano. Ma in assenza di alternativa valide, non resterebbe che innalzare il tetto per potere acquistare più bond.
  APPROFONDISCI – Quantitative easing, la BCE sta comprando anche covered bond a rendimenti negativi  

Carenza anche di covered bond

La stessa carenza si registra anche con riferimento ai covered bond, le obbligazioni private, coperte da garanzie. Dallo scorso mese di ottobre, la BCE ne ha acquistati 108 miliardi di euro, ma da un paio di mesi si registra un rallentamento, a causa dell’offerta sempre meno abbondante. Qui, il limite per ciascuna emissione era stato fissato al 70% e, quindi, difficilmente si potrebbe proseguire su questa strada. D’altronde, si sapeva già che questo mercato fosse poco liquido e non così esteso, come lo è negli USA. Dunque, se la BCE vorrà mantenere la promessa di acquistare bond per complessivi 60 miliardi al mese, dovrà agire praticamente solo sui titoli di stato, rimuovendo le varie limitazioni (ad eccezione, molto probabilmente, del rendimento minimo accettabile al -0,2%), cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, perché dal prossimo marzo in poi, si calcola che il QE non potrebbe più essere portato avanti senza correttivi.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, il tapering ci sarà o no? Preoccupa più la scarsità dei bond

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