Il problema dell’economia Usa è la crisi europea

Il Fondo Monetario Internazionale vede il Pil Usa in progressiva crescita a partire dal 2013

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il Fondo Monetario Internazionale vede il Pil Usa in progressiva crescita a partire dal 2013

L’economia Usa corre il rischio di essere contagiata dalla crisi del debito sovrano proveniente dall’Eurozona e ad ogni modo la ripresa degli Stati Uniti è ostacolata dalla crisi economia europea. Sono queste le conclusioni della missione Articolo IV sugli Stati Uniti del Fondo Monetario Internazionale. Secondo l’Fmi gli Usa restano molto vulnerabili a un contagio della crisi debitoria in Europa. Il report degli analisti indica tra le cause di contagio non tanto l’esposizione con i paesi periferici quanto lo stretto legame con i paesi “core” più importanti. I problemi finanziari dell’Europa potrebbero generare un effetto negativo sugli Usa soprattutto in relazione a un “incremento della scarsa propensione al rischio e di calo dei prezzi degli asset”. Parallelamente anche un calo della domanda dell’Eurozona potrebbe significare una riduzione dell’export Usa verso il vecchio continente. Pur sottolineando il persistere del rischio contagio, l’Fmi per bocca della Lagarde, ha comunque evidenziato che gli ultimi provvedimenti presi dall’Europa hanno mitigato la possibilità che anche l’economia Usa venga travolta dalla crisi.  

Previsioni Pil Usa: un quadro troppo roseo?

Venendo poi alle proiezioni economiche l’Fmi prevede nel 2012 un crescita del 2%, che dovrebbe poi diventare del 2,25% del 2014, nel 2,8% nel 2014, del 3,3% nel 2015, del 3,4% nel 2016 e del 3,3% nel 2017. L’incremento della crescita economica dovrebbe poi essere parallelo a una costante riduzione del tasso tasso di disoccupazione. I senza lavoro Usa infatti dovrebbero scendere dall’8,2% di quest’anno al 7,9% del 2013 e quindi al 7,5% nel 2014, al 6,9% nel 2015, al 6,3% nel 2016 e al 5,9% nel 2017. I prezzi al consumo per finire sono visti in calo all’1,7% nel 2013 per poi iniziare una risalita che dovrebbe riportarli all’1,8% nel 2014, all’1,9% nel 2015, al 2,1% nel 2016 e al 2,2% nel 2017.            

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Argomenti: Crisi Euro