Il prezzo dell’oro è atteso debole, vediamo perché

Le quotazioni dell'oro appaiono indebolite da diversi fattori, tra cui il rafforzamento del dollaro e la bassa inflazione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le quotazioni dell'oro appaiono indebolite da diversi fattori, tra cui il rafforzamento del dollaro e la bassa inflazione.

L’oro quota al momento 1.157 dollari l’oncia, l’11,5% in meno dell’apice toccato quest’anno il 22 gennaio, una settimana dopo che la SNB aveva annunciato l’abbandono del cambio minimo tra il franco svizzero e l’euro e il giorno in cui la BCE varava il QE da 60 miliardi di euro al mese. Rispetto alle quotazioni di inizio anno, il metallo mostra un cedimento del 2,5%, mentre il calo è stato del 3,5% in appena una settimana, da quando il Dipartimento del Lavoro USA ha pubblicato il dato sulla disoccupazione, scesa a febbraio al 5,5%.

Le cause della debolezza

Gli investitori di tutto il pianeta si sono resi conto che la stretta monetaria in America ci sarà, probabilmente già a giugno. D’altronde a rendere poco appetibile l’oro ci hanno pensato diversi fattori: per prima cosa, il dollaro si è rafforzato mediamente ai massimi degli ultimi 11 anni e mezzo contro le principali valute, rendendo più costoso l’acquisto del metallo per gli investitori non americani, dato è quotato, appunto, in dollari.   APPROFONDISCI – Le aspettative sul prezzo dell’oro nel 2015 tra inflazione, tassi e dollaro   Secondariamente, l’inflazione resta bassissima ovunque, ai minimi da molti anni a questa parte. Se i prezzi negli USA si mostrano tendenzialmente in calo a gennaio, le aspettative a 10 anni restano le più basse degli ultimi 4 anni, pari all’1,73% dal 2,27% di sei mesi prima, mentre nell’Eurozona sono scivolati sotto lo zero per il terzo mese di fila a febbraio e nonostante il QE, il governatore della BCE, Mario Draghi, ha avvertito che l’inflazione sarà molto bassa o sotto lo zero anche nei prossimi mesi. Persino in Cina ha rallentato, così come in Giappone è poco sopra lo zero, al netto degli effetti dell’aumento dell’IVA. Poiché l’oro è il principale bene rifugio per tutelarsi proprio da un rialzo dei prezzi, non s’intravede per ora il motivo per acquistarlo. Inoltre, le quotazioni del petrolio, che hanno un’influenza diretta sui prezzi in tutto il mondo, sembrano essersi stabilizzate sotto i 60 dollari al barile per il Brent e attorno ai 50 dollari per il Wti americano, ma non si escludono futuri cedimenti. Infine, l’economia americana, la principale del pianeta, è in gran ripresa, mentre quella dell’Eurozona inizia quanto meno a mostrare qualche segnale di miglioramento. Per questo, le quotazioni del metallo potranno subire un calo anche vistoso, se la prossima settimana la Federal Reserve dovesse fare intendere che il rialzo dei tassi USA è vicino. Al contrario, potrebbe vivere una breve fase “bullish”, così come anche in seguito a qualche tensione finanziaria, legata principalmente alle vicissitudini della Grecia.   APPROFONDISCI – Il prezzo dell’oro tornerà a salire dopo le novità dall’India?  

Attese contrastanti

Così, Goldman Sachs prevede che il prezzo possa scendere a 1.000 dollari l’oncia entro il 2016, mentre Deutsche Bank e Ubs ritengono che si terrà quest’anno al di sotto delle quotazioni medie dello scorso anno. Dollaro su, oro giù. Questa è la regola. Per contro, la domanda asiatica potrebbe ravvivare i prezzi, con l’India che ha in parte rimosso le restrizioni alle importazioni del metallo e la Cina e la Russia che continuano a fare incetta di oro per le loro banche centrali. I prezzi relativamente bassi potrebbero stimolare ulteriori acquisti. Come non citare Marc Faber, il finanziere svizzero, noto per i suoi attacchi alle banche centrali di mezzo pianeta, il quale ha stimato un aumento del 30% del prezzo dell’oro, a causa proprio dell’eccesso di liquidità creato dagli istituti e dalla crescente sfiducia degli investitori nei loro confronti. Persino l’ex governatore Alan Greenspan prevede da qui ai prossimi 5 anni quotazioni molto più alte per via di un “grosso evento” che scuoterà i mercati finanziari.   APPROFONDISCI – Marc Faber: nel 2015 l’oro salirà del 30% e sarà l’anno della sfiducia verso le banche centrali    

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Argomenti: Oro