Le quotazioni dell’oro balzano di 25 dollari l’oncia da inizio mese, vediamo perché

Il prezzo dell'oro recupera nelle ultime sedute e dalla Cina continuano a giungere notizie positive per il metallo.

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Il prezzo dell'oro recupera nelle ultime sedute e dalla Cina continuano a giungere notizie positive per il metallo.

Il prezzo dell’oro sosta al momento appena sotto la parità a 1.145,60 dollari l’oncia, ma nel primo pomeriggio viaggiava poco sopra i 1.151 dollari. E’ un dato di fatto che il metallo abbia guadagnato il 3% dall’inizio del mese, ovvero una trentina di dollari per ogni oncia. Rispetto all’inizio dell’anno resta in calo del 4,5%, ma risulta risalito di circa 60 dollari dai minimi degli ultimi 5 anni, toccati in pieno luglio. A spingere le quotazioni c’è il rinvio dell’attesa di un rialzo dei tassi USA imminente, dopo il board della Federal Reserve di metà settembre e il diluvio di dati macroeconomici in arrivo dalle principali economie del pianeta, che dimostrerebbero un rallentamento in atto sul piano mondiale.

D’altronde, da fine maggio alla settimana scorsa, le borse di tutto il mondo risultavano avere “bruciato” intorno ai 13.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, trainate al ribasso particolarmente dalla Borsa di Shanghai, che da sola ha subito una correzione del 40% e ha concorso per quasi un terzo alle perdite complessive.

Oro Cina a riserva in crescita

Dai dati pubblicati dalla People’s Bank of China (PBoC), la banca centrale cinese, emerge che nel mese di settembre Pechino ha acquistato altre 15 tonnellate di oro, dopo le 16 di agosto e le 19 di luglio, mentre a giugno aveva registrato un balzo del 57%, dopo che le riserve di oro erano state mantenute ufficialmente ferme per oltre 6 anni. La Cina continua ad accumulare oro, anche se questo rappresenta ancora appena l’1,6% delle sue riserve, complessivamente pari a 3.510 miliardi di dollari. Se volesse avvicinarsi ai livelli degli USA, che detiene in oro il 73% delle sue riserve, o a quelli della Germania (67%), dovrebbe salire dalle 1.709 tonnellate attuali a oltre 70.000 tonnellate, ai prezzi attuali, un obiettivo non raggiungibile, nemmeno volendo, nel breve termine, perché il mercato globale dell’oro non sarebbe in grado di assorbire una domanda così elevata e si destabilizzerebbero i prezzi stessi. Né alla Cina servirebbe tanto metallo, visto che la sua ricchezza è nemmeno i due terzi di quella americana.

Le potrebbe bastare, pertanto, salire intorno a 8.500 tonnellate di oro per imporsi come la maggiore potenza su questo mercato e garantire così per la credibilità dello yuan internazionalizzato.

“Floor” per prezzo oro?

E’ molto probabile che la quantità reale di oro detenuta a riserva dalla Cina sia molto superiore a quella dichiarata. Semplicemente, Pechino non vorrebbe indispettire l’America, in particolare, preferendo mostrarsi un acquirente prudente del metallo. In ogni caso, se fosse vera l’elaborazione di questa primavera di Bloomberg, ossia che i cinesi disporrebbero di almeno 5.000 tonnellate, per diversi anni assisteremo a una domanda elevata nel paese asiatico, che come per il petrolio ne sostiene i prezzi in questa fase complessivamente negativa. Se, ad esempio, continuasse ad acquistare oro ai ritmi dichiarati nell’ultimo trimestre, la sola PBoC assorbirebbe intorno all’8% delle estrazioni globali annue.

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