Il prezzo della benzina scende poco? Ecco quanto dovrebbe costare oggi

Il crollo delle quotazioni del petrolio non è accompagnato da un pari calo dei prezzi del carburante alla pompa. E' rivolta dei consumatori. Vediamo quanto dovrebbero costare oggi benzina e diesel.

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Il crollo delle quotazioni del petrolio non è accompagnato da un pari calo dei prezzi del carburante alla pompa. E' rivolta dei consumatori. Vediamo quanto dovrebbero costare oggi benzina e diesel.

Le quotazioni del Brent sono scese oggi a 17 dollari al barile, mai così basse dal 1999. Quelle del WTI americano sono arrivate a quasi -40 dollari, cioè i contratti per le consegne a maggio si sono chiusi ieri a prezzi negativi, un fatto inimmaginabile fino a poche ore prima. Eppure, per quegli italiani che possono muoversi e hanno bisogno, quindi, di fare benzina, la realtà non è mutata granché. A fronte di prezzi per la materia prima bassissimi, un quarto dei livelli di inizio anno, alla pompa i costi per l’automobilista sono rimasti sostanzialmente invariati. Ieri, in media un litro di verde con la modalità self service costava 1,423 euro, mentre un litro di diesel, sempre col self, si attestava a 1,313 euro. Passando alla modalità servito, si arrivava rispettivamente a 1,578 e 1,47 euro.

Prezzo del petrolio ai minimi dal 2002, ma la benzina costa davvero tanto meno?

Va bene che le medie nazionali siano poco significative, ma rispecchiano certamente un andamento affatto compatibile con le grossissime variazioni accusate dal greggio in queste ultime settimane. Cerchiamo di capire quanto le stazioni di servizio ci stiano “marciando”. A inizio anno, stando ai dati del Mise, un litro di verde costava 1,599 euro e un litro di diesel 1,492 euro. In quei giorni, un barile di Brent sui mercati internazionali valeva mediamente 67,50 dollari, a fronte di un cambio euro-dollaro medio di 1,1166.

Oggi, un barile ci costa sui 17 dollari, mentre il cambio euro-dollaro è sceso a 1,0860. Dunque, un barile costa all’incirca sui 15,73 euro, grosso modo 45 in meno rispetto ai primi giorni dell’anno. In termini di incidenza del costo per un litro di carburante, parliamo di 28 centesimi. Poiché sul prezzo finale grava l’IVA al 22%, la cifra sale a 34 centesimi.

 Questo è il risparmio che l’automobilista dovrebbe avvertire al confronto con l’avvio dell’anno, nel caso in cui i prezzi si adeguassero perfettamente alle quotazioni internazionali. Facendo una semplice sottrazione, otteniamo che un litro di verde dovrebbe costarci 1,26 euro e un litro di diesel 1,15 euro, in entrambi i casi circa 16 centesimi in meno dei prezzi praticati in media per le erogazioni con il self service.

I benzinai ci marciano?

Questo sarebbe il maggiore margine trattenuto sia dal canale di distribuzione, sia dalle stazioni di servizio. Prima di inveire contro il benzinaio di turno, però, cerchiamo anche di capire che il collasso dei consumi di queste settimane, a causa del “lockdown” imposto dal governo e che impedisce a milioni di italiani di muoversi da casa, ne ha decimato il fatturato, costringendolo a spalmare i costi fissi su molti meno litri erogati. A parte qualche fortunato, quindi, non siamo in presenza di un arricchimento indebito da parte della categoria dei benzinai.

Le curiosità non finiscono qui. Oggi come oggi, tra accise e IVA la pressione fiscale su un litro di carburante incide per circa il 70% del prezzo finale. Se i prezzi si adeguassero perfettamente alle quotazioni del Brent, otterremmo che la tassazione su un litro di verde salirebbe al 76% e su un litro di diesel all’incirca al 72%. Questo, perché le accise sono una componente fissa del prezzo e non varia al mutare di esso. E valgono 72,42 centesimi per la verde e 61,32 centesimi per la diesel. Aggiungendovi l’IVA (un’imposta sull’imposta), si arriva rispettivamente a 88,35 e 74,81 centesimi. Pertanto, se anche sui mercati internazionali regalassero il petrolio e le compagnie e i titolari delle pompe in Italia decidessero di azzerarsi i margini lavorando gratis, non pagheremmo mai un litro di carburante meno dei prezzi sopra segnalati.

E dire che negli USA, il limite tollerabile per gli automobilisti, raggiunto il quale si temono pesanti proteste anche in cabina elettorale, sarebbe di 3 dollari al gallone, all’incirca 75 centesimi di euro al litro.

In sostanza, gli americani escono fuori di testa quando fanno benzina a prezzi mediamente dimezzati rispetto a noi e ai quali non potremmo aspirare nemmeno in uno scenario fantasiosamente positivo.

Petrolio a -37 dollari, avremo la benzina gratis?

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