Il Portogallo va al voto domenica, ma ecco perché i suoi bond non rischiano

Elezioni in Portogallo domenica. I sondaggi danno un testa a testa tra i principali schieramenti, ma non dovrebbero esserci scossoni sul piano delle riforme e delle politiche di austerità.

di , pubblicato il
Elezioni in Portogallo domenica. I sondaggi danno un testa a testa tra i principali schieramenti, ma non dovrebbero esserci scossoni sul piano delle riforme e delle politiche di austerità.

Elezioni politiche in Portogallo, dove domenica sera sapremo se il governatore conservatore del premier Pedro Passos Coelho otterrà la riconferma o se dovrà passare la mano ai socialisti, oggi all’opposizione. I sondaggi indicano un testa a testa tra l’attuale maggioranza, formata da una coalizione tra Social Democratici e i conservatori di CDS, e il Partito Socialista. Per quanto quest’ultimo si sia impegnato in campagna elettorale a porre fine alle politiche di austerità, allo stesso tempo ha promesso una riduzione del terzo debito pubblico più alto nell’Eurozona, pari al 120% del pil. Dunque, una seria minaccia alle politiche di risanamento non dovrebbe esserci, mentre preoccupa  più lo scenario dell’instabilità politica, se dalle urne non dovesse uscire alcuna maggioranza stabile in Parlamento. Per governare senza problemi bisogna disporre di almeno 116 seggi su 230 e nessuna coalizione è accreditata di tale maggioranza. In questi ultimi 4 anni, il governo di Lisbona è stato tra i più impegnati nel risanamento dei conti pubblici e nell’attuazione delle riforme strutturali per rilanciare la crescita del paese, dopo la pesante crisi del debito sovrano, che l’ha colpito tra il 2010 e  il 2011, costringendolo a chiedere alla Troika (UE, BCE e FMI) un pacchetto di aiuti per 78 miliardi di euro. Dallo scorso anno, tuttavia, è uscito dal piano di assistenza finanziaria e ha iniziato a rifinanziarsi sul mercato, come l’Irlanda.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/il-portogallo-guarda-allirlanda-anche-sul-rimborso-anticipato-della-troika-dubbi-dagli-analisti/  

Bond Portogallo segnalano serenità degli investitori

Attualmente, grazie al recupero della fiducia degli investitori, i rendimenti a 10 anni dei bond governativi lusitani si attestano al 2,36%, un pò al di sotto dei livelli di inizio anno, anche se ben più elevati del minimo storico dell’1,56% toccato a marzo.

Ma è nulla, rispetto all’apice del 17,4% dell’estate di 3 anni fa, quando infuriava la tempesta speculativa contro l’euro. Il 18 settembre scorso, l’agenzia di rating Standard  & Poor’s ha alzato  il giudizio sui titoli di stato da “BB” a “BB+”, sostenendo di credere a una sostanziale continuità della politica economica, indifferentemente dall’esito delle elezioni, ma avvertendo che in caso di cambi repentini di direzione, sarebbe minacciata la solidità fiscale nel medio termine.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/il-portogallo-dice-addio-agli-aiuti-della-troika-ecco-i-numeri-del-successo/  

Crisi Portogallo alle spalle

I fondamentali economici del Portogallo sono di gran lunga migliorati. Quest’anno, il bilancio statale chiuderà con un deficit del 7,2%, al di sopra del 4,5% fissato dal governo, ma solo a causa dei 4,9 miliardi necessari per salvare il Banco Espirito Santo, che oggi si chiama Banco Novo. Per l’anno prossimo, invece, il rapporto tra deficit e pil dovrebbe scendere al 2,7%, entro i limiti del tetto imposto dal Patto di stabilità. Bene anche la crescita: quest’anno, l’economia si espanderà dell’1,6% e l’anno prossimo dell’1,7%. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione è sceso ampiamente sotto il 14%. L’unico indicatore ancora lontano dalla ripresa appare il PSI 20, il listino principale della borsa, che dall’inizio dell’anno ha guadagnato il 7%, ma rispetto al 2007 resta in calo di oltre i 2 terzi. Grosse tensioni politiche in questi anni non ce ne sono state, perché l’obiettivo di rimettere in carreggiata il paese con riforme anche severe nel breve termine non è seriamente messo in dubbio da alcuno dei principali partiti politici. Semmai, diverse frizioni si sono registrate tra la Corte Costituzionale e il governo, con la prima che ha più volte costretto il secondo a rivedere alcune misure di austerità, giudicate in contrasto con la Carta fondamentale. Il mercato e l’Europa spererebbe in una riconferma di Passos-Coelho, giudicato un riformatore genuino. Ma la stabilità dei rendimenti in questi giorni conferma che, nonostante i sondaggi non indichino alcun esito chiaro, nessuno crede realisticamente che la gestione delle finanze pubbliche e l’attuazione delle riforme possano subire profondi cambiamenti, se prevalesse l’opposizione.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/portogallo-fuori-dalla-crisi-giu-disoccupazione-e-boom-export/  

Argomenti: