Il Portogallo pagherà i dipendenti pubblici con titoli di stato?

La Consulta portoghese boccia i tagli agli stipendi pubblici e il governo pensa di pagare i dipendenti statali con i titoli di stato. Sullo sfondo il dramma di un paese travolto dalla crisi

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Consulta portoghese boccia i tagli agli stipendi pubblici e il governo pensa di pagare i dipendenti statali con i titoli di stato. Sullo sfondo il dramma di un paese travolto dalla crisi

Il premier portoghese Pedro Passos Coelho ha chiesto un incontro urgente con il presidente Anibal Cavaco Silva, dopo che ieri la Corte Costituzionale ha bocciato alcune norme della finanziaria del 2012, nella parte riguardante i tagli alla spesa pubblica. In particolare, sono stati considerati illegittimi i tagli agli stipendi pubblici, con riferimento alla quattordicesima mensilità, alla mancata retribuzione delle ferie e della malattia, oltre che alla riduzione dei sussidi di disoccupazione e al taglio delle pensioni del 6,4%.  

Crisi Portogallo: la Troika si mette di traverso

Tali misure valgono 1,3 miliardi e rientravano in un pacchetto di tagli da 5 miliardi, concordati con la Troika (UE, BCE e FMI), in seguito al salvataggio da 78 miliardi di euro, varato quasi due anni fa per impedire il crac dell’economia lusitana. Il governo di Lisbona si è impegnato con Bruxelles a tagliare il deficit pubblico dal 6,4% del 2012 al 5,5% di quest’anno, ottenendo anche in cambio la possibilità di centrare l’obiettivo di un deficit sotto il 3% del pil in un lasso di tempo maggiore, come già è avvenuto per Francia e Spagna. La situazione finanziaria potrebbe, però, adesso aggravarsi, dopo lo stop dei giudici costituzionali alle misure di austerity del governo. Per questo, il premier avrebbe valutato la possibilità che i dipendenti pubblici siano retribuiti in titoli di stato. Una conferma arriva dagli ambienti vicini allo stesso Passos Coelho, che parlano di “una delle linee di riflessione”.  

Disoccupazione in Portogallo al 38,2% tra i giovani

Il Paese è stremato da un’economia in recessione e da un alto tasso di disoccupazione, al 17,5%, che sale al 38,2% tra i giovani, ponendo Lisbona a rischio crac. Il ricorso alla forma estrema di sostituire i pagamenti monetari con i titoli di stato portoghesi non farebbe che aggravare lo stato di tensione sociale, anche se l’esecutivo di centro-destra ritiene che non ci sarebbero alternative all’austerity concordata con la Troika e che tale misura si renderebbe necessaria per compensare la decisione di ieri. Il premier ha, d’altronde, spiegato che il raggiungimento del risanamento fiscale non potrà più avvenire con aumenti delle tasse, ma con tagli alla spesa pubblica nei settori della sicurezza sociale, sanità e istruzione.

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Argomenti: Economie Europa