'Il Portogallo "dimenticato" fa paura ai mercati. Cosa temono gli investitori

Il Portogallo “dimenticato” fa paura ai mercati. Cosa temono gli investitori

I mercati temono la possibile caduta del governo portoghese. Tornano in primo piano i problemi della linea periferica dell'Europa con la Grecia che pensa a un decreto d'urgenza

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I mercati temono la possibile caduta del governo portoghese. Tornano in primo piano i problemi della linea periferica dell'Europa con la Grecia che pensa a un decreto d'urgenza

Crolla la borsa di Lisbona, che a metà mattinata perdeva il 6%, con i titoli bancari a cedere oltre il 10%. Male anche Francoforte (-2,1%), Madrid (-3%), Parigi e Milano, che registrano perdite intorno al 2% e Atene del 2,6%. Sale anche lo spread decennale BTp-Bund a 295 punti base, un’impennata di ben 25 punti dalla chiusura di ieri (Il Portogallo affossa Piazza Affari. Mediaset e Tenaris uniche a festeggiare).

 

Crisi politica in Portogallo: si va verso nuove elezioni

L’ultimo terremoto finanziario parte proprio dal Portogallo, alle prese con l’apertura di una crisi politica, che potrebbe portare alle dimissioni del governo di centro-destra del premier Pedro Passos-Coelho, che ha guidato il bail-out dalla vittoria delle elezioni del giugno del 2011 ad oggi. Ieri, infatti, si è dimesso il ministro delle Finanze, Vitor Gaspar, che ha lamentato scarso sostegno al suo piano di risanamento. A poche ore di distanza, il premier ha nominato al suo posto Maria Luìs Albuquerque, scatenando l’opposizione del partito conservatore CDS-PP, con il suo leader Paulo Portas, che ha definito il nuovo ministro inadeguato al ruolo, presentando a sua volta le dimissioni da ministro degli Esteri. Ora, pare che anche i ministri dell’Agricoltura e della Sicurezza Sociale, rispettivamente Assuncao Cristas e Pedro Mota Soares abbiano rassegnato le dimissioni, seguendo il loro leader, anche se il premier aveva respinto nella serata di ieri le dimissioni del Portas.

Immediata la reazione dei mercati, con lo spread a dieci anni tra i titoli lusitani e i Bund tedeschi schizzato a 630 bp, con i primi a rendere ormai quasi l’8% dal 6,7% della chiusura di ieri. Crescono anche i rendimenti dei cds, i titoli che assicurano dal rischio default.

La stessa JP Morgan lancia l’allarme sul “paese dimenticato” nella crisi dell’Eurozona, sostenendo che la via del risanamento risulterebbe adesso più difficile da raggiungere.

In effetti, in ballo c’è il complesso piano di salvataggio da 75 miliardi di euro, concesso dalla Troika due anni fa e per il quale anche in questi mesi il governo di Passos-Coelho è impegnato in un’opera complessa di risanamento dei conti pubblici. Lavoro, reso ancora più problematico, dopo che la Consulta di Lisbona ha dichiarato incostituzionali alcuni tagli al settore pubblico (Portogallo taglia la spesa sanitaria per salvare le quattordicesime).

Senza l’appoggio del CDS-PP, il centro-destra non avrebbe più la maggioranza in Parlamento e se il premier dovesse dimettersi, il capo dello stato potrebbe indire nuove elezioni entro 55 giorni dalla data di scioglimento dell’assemblea. I mercati temono che il paese possa trovarsi senza guida per diversi mesi e che possa perdere una leadership ad oggi ritenuta sicura nelle politiche di austerità perseguite, caso unico tra gli stati del Sud.

 

Il fronte periferico dell’Europa è sempre più incandescente

La crisi portoghese cade nel bel mezzo delle difficili trattative tra il governo di Atene e la Troika per l’erogazione degli 8,1 miliardi di euro, rientranti nel piano di aiuti. Dopo la minaccia di una sospensione, alcune indiscrezioni vorrebbero che il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, in seguito a un faccia a faccia di otto ore con i funzionari europei, avrebbe acconsentito a presentare un decreto d’urgenza, da fare approvare in Parlamento in pochi giorni e che contenga tutte le misure che l’Europa ritiene indispensabili per l’attuazione delle riforme pattuite e, quindi, per continuare ad erogare il prestito. L’obiettivo è di rispettare l'”ultimatum” imposto dalla Troika per venerdì, in modo che l’Eurogruppo di lunedì abbia pronto sul tavolo le misure chieste per il rilascio della tranche (Ultimatum alla Grecia. Troika: “avete tre giorni per mostrare i risultati”. Spettro haircut all’orizzonte).

E il ministro della Riforma Amministrativa, Kyriakos Mitsotakis, avrebbe ottenuto una proroga entro settembre per la messa in mobilità (prodromica al licenziamento) di 12.500 dipendenti statali, tra cui gli insegnanti.

Tra Portogallo e Grecia, dunque, i mercati tireranno per ancora diverse ore il fiato, in attesa di sviluppi poco ottimistici, almeno per Lisbona.

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