Il petrolio ci dà una mano: 200 euro a ogni italiano nel 2020

Le quotazioni del petrolio sono crollate quest'anno e ci offrono un qualche sollievo contro la dura crisi economica. Ecco i benefici stimati.

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Le quotazioni del petrolio sono crollate quest'anno e ci offrono un qualche sollievo contro la dura crisi economica. Ecco i benefici stimati.

Se la crisi economica sta assumendo connotati di una gravità inattesa fino a qualche settimana fa, con il pil italiano in caduta libera nel primo trimestre e stimato in forte contrazione per l’intero anno, una notizia relativamente positiva arriva dal petrolio. Le sue quotazioni sono letteralmente precipitate, passando dai 66 dollari al barile di inizio anno ai poco più di 30 di questa settimana. Il tonfo è giustificato dal crollo della domanda, man mano che tutte le principali economie stanno adottando misure draconiane contro il Coronavirus, tra cui le limitazioni dei movimenti interni e la sospensione dei voli tra stati.

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Abbiamo cercato di calcolare i benefici che derivano da questa riduzione dei prezzi internazionali per le tasche dei consumatori. Iniziamo con il dato principale: l’Italia ha importato nel 2019 la media di 1,341 milioni di barili al giorno. E il prezzo medio del Brent si era attestato a 55 dollari, che al cambio euro-dollaro medio dello scorso anno facevano poco meno di 50 euro per barile. In tutto, abbiamo speso sui 28 miliardi.

Quest’anno, nel caso in cui le quotazioni del Brent e il cambio euro-dollaro restassero ai livelli attuali fino alla fine del 2020, tenuto conto dei rispettivi valori nei primi due mesi e mezzo, si ottiene che mediamente un barile ci costerebbe intorno a 32,50 euro e, a parità di importazioni, la spesa complessiva si attesterebbe a meno di 16 miliardi. In altre parole, risparmieremmo circa 12 miliardi, qualcosa come 200 euro a testa, compresi i neonati.

465 euro in meno a famiglia

Possono gioire gli automobilisti, che risentiranno più direttamente di altri del crollo del greggio, ma i benefici saranno per tutti.

Le famiglie pagheranno meno le bollette della luce, perché la produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili sarà a più basso costo. E sulle stesse merci trasportate su gomma graveranno minori costi, tra cui gli alimentari. I risparmi sarebbero ancora più elevati, però, nel caso in cui le importazioni scendessero rispetto ai livelli del 2019. Ed è presumibile che stia già avvenendo. Lo stato di quarantena in cui si trova l’Italia comporta minori spostamenti in auto, un più basso utilizzo degli impianti di produzione e minori consumi energetici tra le attività commerciali, come bar, ristoranti, pub e negozi.

Dunque, la domanda si è abbassata e verosimilmente risulterà ben inferiore nell’intero anno rispetto al 2019, elevando i risparmi della bolletta energetica nazionale. In termini macroeconomici, il sollievo equivarrebbe allo 0,7% del pil atteso per quest’anno. E di questi tempi, grasso che cola. Chiaramente, le quotazioni potranno risalire o anche abbassarsi ulteriormente, modificando l’esito dei calcoli di cui sopra. Lo stesso dicasi per il cambio euro-dollaro. Ad ogni modo, salvo sorprese nella seconda metà dell’anno, i risparmi ci saranno e si faranno sentire. Per ciascuna famiglia, ammonteranno mediamente a 465 euro.

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