Il Parlamento approva la norma salva-sindaci: le doppie poltrone restano legali

Voto trasversale Pd-Pdl-Sel, c'è il via libera alla doppia poltrona. La Carfagna protesta: "E' una vergogna, non voterò"

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Voto trasversale Pd-Pdl-Sel, c'è il via libera alla doppia poltrona. La Carfagna protesta:
Sul Parlamento fa capolino nuovamente l’ombra della casta. Una tentazione, forse una prassi. Di sicuro c’è che sul fronte doppi incarichi, in commissione Affari costituzionali e Bilancio, è stata approvata nella notte una norma che farà discutere. E polemizzare.
Sul tavolo c’è il “decreto del fare”, temi occupazionali e di crescita economica, nulla a che fare con un emendamento del pidiellino Abrignani, firmato immediatamente dall’esponente Pd Stumpo e da Martina Nardi di Sinistra ecologia e Libertà: nel mirino c’è una legge con cui Tremonti aveva sancito l’incompatibilità di ruoli di governo per coloro i quali ricoprono già una carica di sindaco.

Salvaguardare il ruolo dei sindaci

Sono bastati pochi minuti per cancellare questa norma e salvaguardare il ruolo di sindaco per gli eletti a patto che il comune non superi la modica barriera dei cinquemila abitanti. Una ‘correzione’ aperta alla quasi totalità degli interessati. Inoltre, se nel 2011 era stato stabilito di far “scattare la norma a partire dalle prossime elezioni politiche” (ovvero quelle dello scorso febbraio), l’emendamento della scorsa notte sposta l’asticella verso “le prossime elezioni comunali”.
In questo modo i sindaci potranno concludere senza intoppi il loro doppio mandato. Si potrà così restare in Parlamento, ma per Abrignani, autore della norma, il numero coinvolto è risicato. “In realtà – ha spiegato – sono soltanto diciotto i parlamentari che potranno proseguire l’incarico, una cifra che non giustifica scandali”. Se non altro, restano dubbi sul perché una tale correzione possa trovare spazio in un ‘decreto del fare’ dalle tematiche variegate ma strettamente legate ai temi economici che tengono in ansia il paese. A tal proposito, l’emendamento salva-sindaci prevede che “ai fini del contenimento della spesa pubblica per lo svolgimento delle elezioni, il decreto legge 13 agosto 2011 dovrà essere letto nel senso che la causa di incompatibilità si applica solo per quei sindaci la cui elezione si sia tenuta dopo la data di entrata in vigore del decreto”.
Da qui il primo bilancio: tutti i sindaci eletti nel 2009 sono in salvo.
Tra i nomi di rilievo che potranno proseguire, però, due su tre hanno già portato a compimento l’iter di decadenza dall’incarico comunale. Un dettaglio che ha generato le prime polemiche.

Carfagna: “Una norma profondamente sbagliata”

Seppur votata dallo zoccolo duro del Parlamento, e in maniera trasversale, c’è anche chi, come Mara Carfagna, ha preso subito le distanze. Uno smarcamento deciso, senza troppi giri di parole. “E’una norma che considero sbagliata – il commento della portavoce Pdl – posso già affermare che in aula voterò contro. Non si tratta di una decisione contra personam, ma di un una scelta dettata dal buon senso, visto che proprio De Luca rientra tra i beneficiari”.
Il primo cittadino di Salerno è finito nel mirino dell’esponente Pdl, che ricopre anche la carica di commissario provinciale del partito nella città campana. “Consentire di cumulare più cariche è un errore in un momento così delicato per il nostro paese, è un segnale negativo che non può essere giustificato. Dal messaggio che si manda ai cittadini, poi, se ne trae uno scenario deleterio: uno schiaffo a tutti quelli che chiedono correttezza e trasparenza”. Parole che non dovrebbero bastare: il governo, nella giornata di venerdì, metterà la fiducia al decreto. All’interno, ci saranno anche le norme contestate.

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