Il Natale in rosso del coronavirus: ecco quanto ci costa il covid

Dalle piste da sci agli agriturismi e i vini, i settori al collasso per Natale.

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Il Natale in rosso del coronavirus: ecco quanto ci costa il covid

Il coronavirus ha sicuramente portato a perdite importantissime per molti settori. A partire da quello del turismo, che anche per questo Natale rischia il collasso. Quali sono i settori che ci stanno rimettendo di più?

Dal turismo al settore vini

Per le piste da sci si parla di tre miliardi di euro persi a Natale, un miliardo di euro per gli agriturismi e un miliardo per spumanti e vini, a cui aggiungere altri cinque per imbandire la tavola. Il Natale, che solitamente è sinonimo di consumismo, rischia di andare in rosso, anche se nel nuovo Dpcm in uscita il 3 dicembre, si prospettano le riaperture dei negozi fino a tarda sera per far respirare l’economia e permettere agli italiani di fare acquisti per le feste. Il Governo vuole evitare a tutti i costi un altro Ferragosto, una terza ondata che senza regole arriverebbe già a gennaio arrecando nuovi danni all’economia. Stavolta non ci sono le discoteche della Sardegna nel mirino, ma le piste da sci e le vacanze in montagna, che il Governo vuole vietare a tutti i costi.

Secondo Confindustria: “Il fatturato del turismo invernale sfiora i dieci miliardi di euro, di questi dieci un terzo si realizza proprio nel periodo compreso tra l’Immacolata e l’Epifania” mentre Anef ha voluto sottolineare che: “La filiera che vive dell’industria della neve è lunghissima e comprende hotel, ristoranti, trasporti, scuole di sci che con la chiusura delle piste proprio nel momento di loro massima attività rischiano di vedere bruciati fino a tre miliardi di euro”.

Chi rischia il collasso

Dunque la chiusura delle piste durante le feste di Natale, il periodo più proficuo, rischia di far collassare anche catene alberghiere, rifugi, ristoranti, hotel, attività commerciali, noleggi, maestri di sci e tutti quei settori che ruotano intorno a questo mondo.

Basti pensare che solo lo scorso anno furono quasi 4 milioni gli italiani che si recarono in montagna per la consueta vacanza sulla neve. 

Ma la montagna non è la sola a piangere. Anche gli agriturismi vedono all’orizzonte delle grosse perdite e più in generale tutto il settore alberghiero e turistico.

Lo scorso anno, secondo le stime di Ixè e Coldiretti, gli italiani avevano speso 4,1 miliardi per spostarsi a Natale e Capodanno e normalmente erano 19 milioni gli italiani che si spostavano tra l’Immacolata e l’Epifania per andare in vacanza o raggiungere i parenti. 

A rimetterci anche il mercato dei vini e spumanti. Con la riduzione dei posti a tavola, infatti, la spesa per i vini potrebbe ridursi di 70 milioni, a cui aggiungere quella per pandori, panettoni, cotechini e altri alimenti tipicamenti natalizi. Le maxi tavolate bandite insomma costeranno un bel pò di soldi per questo Natale anomalo. 

Vedi anche: Regioni che rischiano la zona rossa a dicembre: quali sono e cosa cambia

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