Il ministro Speranza vuole vietare le feste private e punta sugli spioni di condominio

Il governo vuole il giro di vite anche sulle feste in casa e punta sulla delazione come metodo di controllo. Siamo allo stile DDR.

di , pubblicato il
Verso il divieto di feste in casa

Ospite a “Che Tempo Che fa”, la trasmissione condotta da Fabio Fazio, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato l’intenzione del governo di vietare anche le feste private. Alla domanda del giornalista su come effettuerebbe i controlli, ha risposto di confidare nell’arrivo di “segnalazioni”. Cosa significa? Non sarebbe possibile neppure invitare pochi amici a casa propria, anche perché la definizione di festa in sé non risulta agevole. E’ festa se offro stuzzichini, torta e spumante o anche solo se guardo una partita in compagnia e nel frattempo ordiniamo le pizze o cuciniamo qualcosa, magari anche un dolce per finire la serata?

Come il Fondo Monetario prepara i governi a imporre nuovi lockdown

L’aspetto ancora più sgradevole della dichiarazione di Speranza risiede, però, in quella parola “segnalazioni”, la quale capta la cultura su cui è impostata l’azione di questo governo. Ricordiamo che la maggioranza “giallo-rossa” è l’unione tra l’ex partito comunista, oggi PD, e il Movimento 5 Stelle, nato dal giustizialismo manettaro che ispira da decenni le idee del fondatore Beppe Grillo. Secondo gli ex/post-comunisti e i loro alleati giustizialisti, la lotta al Covid la si dovrebbe ingaggiare ricorrendo alle spie.

Ricordate “Le Vite Degli Altri”, il film del 2006 di Florian Henckel e vincitore di un Oscar come migliore pellicola straniera? Descriveva il grigiore esistenziale nella ex DDR, l’allora Germania Est in cui la Stasi, l’apparato di sicurezza dello stato, di fatto controllava le vite anche private di ogni cittadino. L’attività di dossieraggio era così diffusa, che si diceva che quando tre persone parlavano tra loro, una di loro fosse una spia. Alla caduta del regime, furono rinvenuti miliardi di documenti, tutti con descrizioni dettagliate delle vite di milioni e milioni di persone.

Anche il tragitto tra casa e scuola del figlio veniva riportato scrupolosamente, perché anche le abitudini più apparentemente insignificanti di ciascun tedesco dovevano essere note allo stato.

Rischio di restrizioni alle libertà individuali

Pensavamo che questa cultura fosse figlia di un mondo che fu, sepolta dalla caduta del Muro di Berlino in quella magica notte del 9 novembre 1989. Invece, scopriamo che nel nome dell’emergenza sanitaria a Roma vorrebbero ispirarvisi. Per nostra fortuna, il domicilio è inviolabile, “se non nei casi e nei modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale” (art.14 Costituzione). Ma è già grave che s’ipotizzi un sistema di spionaggio per vigilare sulle vite di 60 milioni di italiani.

La lotta al Covid è una cosa seria. L’esigenza di frenare la diffusione dei contagi, al fine di tutelare le fasce della popolazione più a rischio (anziani e malati), è avvertita sinceramente da tutti, anche perché prima questo incubo passa e prima potremo tornare alla normalità e prima si esce da questa crisi economica spaventosa che ci ha colpiti. Ma c’è come la sensazione che il governo abbia trovato la sua dimensione in questa iper-regolamentazione dei comportamenti individuali e sociali, come se fosse l’occasione di una vita tanto cercata e finalmente trovata per un incidente del destino.

Preoccupa che un ministro si senta in diritto di esternare una simile opinione e preoccupa ancora di più l’assenza di un’opposizione efficace contro simili vaneggiamenti. Purtroppo, trova conferma il pensiero in base al quale “uno stato restituisce difficilmente le libertà che si è preso in una situazione di emergenza”. Le buone intenzioni non giustificano i mezzi adottati per raggiungerle. Avete presente la lotta al contante per combattere evasione fiscale, mafie e terrorismo? Ebbene, si inizia a tracciare tutti i pagamenti e si finisce con il sindacare sulle abitudini di consumo e gli stili di vita di un’intera popolazione.

Attenti a lisciare il pelo al lupo!

Con il reddito di cittadinanza Di Maio & Co hanno creato uno stato etico

[email protected] 

 

 

Argomenti: ,