Il mercato dell’argento fa meglio dell’oro e le prospettive restano interessanti

L'argento quest'anno è andato meglio dell'oro e i progressi non a caso sono arrivati tutti nel terzo trimestre. Buone anche le prospettive a medio termine.

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Il mercato dell'argento regala soddisfazioni

Tutti con gli occhi sull’oro per monitorare il sentiment del mercato, ma quest’anno il balzo dell’argento è stato superiore. Le sue quotazioni si sono impennate di oltre il 37% contro il 26% del metallo giallo. Anche l’argento è un bene d’investimento come l’oro, sebbene presenti aspetti di minore comodità allo scopo. La sua detenzione fisica, infatti, richiede circa 80 volte lo spazio fisico disponibile, a parità di capitale investito. Mettere in cassaforte 10 mila euro in forma di lingotti, quindi, risulta molto più agevole con l’oro che non con l’argento.

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Ieri, un’oncia di argento si acquistava sui 24,50 dollari, una di oro sui 1.918 dollari. Il rapporto tra i due prezzi era, quindi, di 78. Dovete sapere che il riferimento di lungo periodo è intorno a 80. Storicamente, quando l’oro vale più di 80 volte l’argento, quest’ultimo tende a recuperare terreno, in quanto risulta sotto-valutato. Quando l’oro vale un po’ troppo meno di 80 e scivola a un rapporto intorno o sotto 60, invece, accade che l’argento tende ad arretrare, mostrandosi troppo apprezzato.

Ai prezzi attuali, possiamo affermare che il rapporto tra i due metalli sia grosso modo fair. A inizio anno, si attestava intorno a 85, cioè le prospettive per l’argento erano visibilmente favorevoli. E, in effetti, le sue quotazioni hanno sorpreso al rialzo nei mesi successivi. Rispetto all’oro, trattasi di un metallo che trova il suo principale impiego nel ciclo industriale. Circa metà della domanda di argento è legata alla produzione, specie nell’elettronica di consumo, mentre per l’oro la quota scende al 7,5%.

Le prospettive a breve e medio termine per l’argento

Non a caso, il boom dei prezzi è arrivato tutto con il terzo trimestre, quando la produzione industriale un po’ ovunque nel mondo è ripartita dopo il crollo accusato nel primo semestre a causa delle restrizioni imposte dai governi contro il Covid.

In teoria, i nuovi lockdown non possono che fare male più all’argento che all’oro. Quest’ultimo, anzi, con le cattive notizie ci va a nozze, essendo un “safe asset” per eccellenza. Ma le prospettive restano ugualmente interessanti. Anzitutto, perché prima o poi nel corso del 2021 la ripresa dell’economia globale arriverà, magari meno intensa delle previsioni precedenti alla seconda ondata di contagi, ma arriverà.

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E secondariamente, l’argento è impiegato nel fotovoltaico, un comparto dell’economia destinato a crescere a ritmi sempre più rampanti. E il probabile nuovo presidente americano Joe Biden ha nel suo programma proprio la diffusione dei pannelli solari. Dunque, il metallo ne trarrebbe impulso. Certo, oggi come oggi appaiono improbabili nuove impennate come quella di quest’anno, a meno che l’oro non torni a puntare ai nuovi massimi storici, evento che si verificherebbe con l’accentuarsi delle incertezze delle tensioni finanziarie e geopolitiche. E queste mal si conciliano con la crescita robusta dell’economia globale, cioè difficilmente l’argento, se non in minima parte, si apprezzerebbe a doppia cifra per le sole cattive notizie. Siamo in una situazione diversa dal 2011, quando il record di oltre 46 dollari venne toccato per via delle tensioni relative all’Eurozona, pur in un contesto globale di crescita. E anche allora, tuttavia, perse il 20% in un paio di mesi e i due terzi in 15 mesi.

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