Il M5S perde pezzi: 24 tra deputati e senatori pensano all’addio. Labriola: “qualcosa si è rotto”

I dissidenti del Movimento 5 Stelle sono sempre più lontani da Grillo. Secondo Tommaso Currò l'M5S soffre di un "evidente paradosso".

di Enzo Lecci, pubblicato il
I dissidenti del Movimento 5 Stelle sono sempre più lontani da Grillo. Secondo Tommaso Currò l'M5S soffre di un

La deputata del Movimento 5 Stelle Vincenza Labriola “Qualcosa si è rotto“. Quattro parole che ben definiscono il clima che si respira in casa del Movimento 5 Stelle sempre più stretto tra le dure sortite di Beppe Grillo e l’esigenza di dare vita a una normale dialettica interna. A fare riferimento a un meccanismo che si sarebbe inceppato è stata la deputata tarantina Vincenza Labriola la quale avrebbe recentemente chiesto all’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati di conoscere l’iter necessario per uscire da un gruppo parlamentare e aderire a un’altra compagine. Nonostante le successive prese di posizione da parte della diretta interessata in relazione a tempi che sarebbero comunque lunghi, la sostanza del gesto della giovane mamma, ultima delle elette dell’M5S in Puglia, non cambia di una virgola. La Labriola è pronta a fare le valige e a confluire nel Gruppo Misto proprio perchè nella sua compagine di provenienza “qualcosa si è rotto”.  

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Il suo gesto non è comunque isolato e ne tantomeno può essere inteso come un fulmine a ciel sereno. Il cammino della Labriola, infatti, potrebbe essere seguito dal suo corregionale Alessandro Furnari, insoddisfatto per la scarsa chiarezza sulla destinazione della diaria. Il deputato pugliese, infatti, non sarebbe intenzionato a mollare la presa su quello che gli spetterebbe poichè nessuna proposta alternativa sulla destinazione del compenso è stata ancora definita. Insomma Furnari non sembra avere alcuna intenzione di lasciare il certo per l’incerto. Ma la storia dei delusi non è limitata ai soli due deputati pugliesi. A conti fatti, gli insoddisfatti tra Camera e Senato tra le file del Movimento 5 Stelle sarebbero ben 24, equamente distribuiti tra i due rami del Parlamento. Si parla con insistenza di contatti tra questa insofferente fronda e i piddini Pippo Civati e Roberto Giacchetti, 2 delle figure più filo 5 Stelle fin dai caldi giorni del mandato esplorativo di Bersani. Ma si parla anche di incontri tra l’ex amico Stefano Rodotà e quei deputati e senatori sempre più insofferenti dell’intransigenza di Beppe Grillo. Tante indiscrezioni insomma ma anche alcune certezze. Come quelle emerse nella riunione di ieri sera con il deputato Tommaso Currò che ha messo a fuoco il problema reale alla base di tutti i problemi e le insofferenze del Movimento 5 Stelle. Secondo Currò, il 5 Stelle soffre di un “evidente paradosso e cioè, da un lato, l’enorme potere psicologico nella mani d due persone e dall’altro l’assemblearismo di alcuni dei nostri che è quasi patologico “. Alla fine però, ha concluso Currò “è la mancanza di una struttura che paralizza molte decisioni”.  

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Argomenti: Politica

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