Il lungo giorno della fiducia: le curiosità passate inosservate. Tutti i video

Dal labiale di Letta allo show incandescente di Scilipoti passando per le aggressioni del M5s ai suoi ex. Succede tutto in un solo giorno.

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Dal labiale di Letta allo show incandescente di Scilipoti passando per le aggressioni del M5s ai suoi ex. Succede tutto in un solo giorno.
Una giornata di fuoco, un rincorrersi di notizie che ha regalato colpi di scena a raffica. Alla fine, Letta ottiene la fiducia incassando sulla linea del traguardo la fiducia del Pdl (quasi) compatto ma non può evitare polemiche e aria di scissione in un partito di governo. Berlusconi, arrivato in Senato, ha preso la parola con un discorso nel quale contavano le ultime due parole: non aveva dato segnali né positivi, né negativi, la tensione si tagliava a fette.

Il labiale di Letta

Poi, il colpo di scena: fiducia e reazioni stupite. Alfano applaude ma è serioso come non mai; Letta sorride di nervosismo e guarda il vice-premier con una buona dose di incredulità mascherata. Il labiale sembra evidente: “Grande” ripete un paio di volte allo stesso delfino Pdl accusato di tradimento, in aula c’è sorpresa ma pure un certo disprezzo per una crisi minacciata per settantadue ore e poi ritirata sul più bello.
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Le minacce alla senatrice De Pin

Al Movimento Cinque Stelle, ad esempio, importa poco del gioco di sguardi tra presidente del Consiglio e del suo vice. I deputati grillini attaccano la De Pin, passata al gruppo misto dopo l’esperienza con Grillo,  pesantemente insultata quando si scopre che ha votato la fiducia a Letta: “Venduta, venduta” – gridano a più riprese con toni da stadio, lei piange e si giustifica. Zanda le tende la mano spiegando come “sia ora di smetterla con gli attacchi personali a chi cambia idea”.
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Gli altri episodi

Ma la mattinata non è finita.
Nel Pdl è caos, la tensione si taglia con il coltello. L’ex ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, molto legato a Berlusconi, si toglie l’auricolare ed è nervosissimo, chiudendo anzitempo il collegamento con Sky Tg 24: “Se volete prendere in giro, fatelo con qualche altro esponente…”.
Non è traquillo neanche Carlo Giovanardi. Gli chiedono “quanti siano i dissidenti, se la cifra di quaranta può essere raggiunta”, e lui perde la pazienza con i cronisti. “Basta fare la conta, penso di avere davanti delle persone intelligenti…”. Ma la discussione in aula a Palazzo Madama dà il meglio di sé. Poca roba gli attimi di tensione con la stampa o fuori dal dibattito, il fulcro si registra frontalmente, senza sconti. Il coordinatore del Pdl Sandro Bondi aggredisce Mario Mauro: “Vergogna, ci sei riuscito! Berlusconi cade per un tuo piano iniziato un anno fa”. Lunghi silenzi. Giulio Tremonti sceglie invece la strada dell’abbandono senza retromarce. “Ho già votato contro Letta in passato, non ho motivi per cambiare idea. Tuttavia sta accadendo qualcosa di tragicomico”.

Scilipoti scatenato, Grasso lo contiene a fatica

Dalla riunione Pdl fino al dibattito in Senato è un fiume inarrestabile. Domenico Scilipoti inizia in mattinata spiegando la sua linea: “Bastoniamo i traditori” riferendosi ai dissidenti pronti a lasciare il partito. Poi, in aula, proprio nel pieno della replica targata Letta sulla fiducia al governo, il senatore ex Idv passato con Berlusconi passando per i Responsabili – inizia ad inveire contro il presidente del Consiglio. Grasso è pronto nel primo avvertimento: “Lei non ha la parola, senatore Scilipoti”. Nulla da fare. Lo sfogo prosegue, interrompendo le trame di Letta che, tuttavia, finge di non accorgersi e va avanti. Grasso aumenta il tono della voce. “Vedo che ha voluto ritagliarsi uno spazio nella diretta televisiva, ma ora le chiedo nuovamente di fermarsi”. Scilipoti bisbiglia ancora qualcosa, poi torna al suo posto nel mezzo di una confusione generale.
E’stata la giornata dei colpi di scena. E dei veleni.
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